Come gli occhi –

Voglio essere il tuo pensiero felice,
Quell onda di musica e mare
che tolgono dal tuo viso ogni tristezza,

Voglio essere quel pensiero,
che ti trova quando sei sola,
stretta in te stessa,
Legata dalle lacrime,
prigioniera delle tue paure,
E ti fa sorridere,
Cancellando dai tuoi occhi l’oscurità,

Voglio essere quel pensiero,
che ti scivola addosso,
Quando la sera il tuo animo raggiunge il mio,
Nei momenti più sinceri,
Quando,
con le mani accarezzi il buio,
come se fosse il mio viso,
E farti impazzire,
Fino a perdere per strada i nostri nomi,
e queste stupide illusioni,
che ci impedivano di splendere,
come gli occhi di chi si ama,
ma non lo riesce a dire.

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Nuvole di Passaggio-

Vorrei stringerti,
come quando ti ho baciato per la prima volta,
Sentire il battito del tuo cuore aumentare con stupore al gesto inatteso,
E raccogliere quei sorrisi che tieni nascosti,
Per farli brillare nel cielo quando la luna scompare.

Vorrei perdermi con te per le strade del mondo ogni notte,
E ridere delle persone buffe che litigano e urlano per strada,
Sparire e ritrovarsi come due bambini che giocano a nascondino,
In un mare di grigi grattacieli,
coi cuori abbracciati,
In un cerchio di fili invisibili,

Vorrei,
che il silenzio parlasse,
quando cala la nebbia sul tramonto,
e i miei pensieri sono nuvole di passaggio.

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Fabrizio-

Fabrizio,
figlio di Genova,
e delle onde del Tirreno,
poeta rinchiuso nel corpo d’un borghese,
spada lucente immersa nell’oro di Grecia,
vagabondo con le tasche vuote,
ma con le gote piene di gioia e whisky,

Fabrizio,
nella tua voce ho trovato un padre,
un faro che ha illuminato i miei passi,
lontano dall’oscurità del materialismo,
le tue note han cucito le mie cicatrici,
le tue canzoni mi hanno preso per mano,
e mi hanno portato là,
dove nessun’altro poteva portarmi,
oltre il limite dell’umana cupidigia,
fuori dagli ordini, e da ogni buona condotta,
per farmi conoscere le cascate della poesia,
e riempirmi il petto di verità e vino,

In bocca ho una sigaretta che sa di libertà,
non ho piu la faccia del mio primo hashish,
ma ascolto ancora le tue parole
quando cammino sopra l’oblio,
mi fanno sentire meno solo,
anche se Gennaio gela le strade del cuore,
riesci sempre a trovare la via con le tue storie,

Suonatore jones! Un altro bicchiere prego,
voglio sbronzarmi ascoltando gli angeli cadere,
mentre ridiamo del mondo che balla senza sapere i passi,
so che accetterai l’invito,
ti aspetto in Via del Campo,
sulle rive dove Teresa stringeva il ciondolo d’argento,
ed il vento le faceva muovere i capelli lisci,

Fabrizio,
amico fragile,
poeta maledetto,
anarchico pittore di leggende narrate,

Grazie,
grazie con tutto il mio cuore.

 

 

 

Fabrizio-De-Andrè-03.jpg

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Una poesia per Lukas –

Lukas,
prende ottimi voti a scuola,
torna a casa ma non c’e mai nessuno,
i compagni non lo cercano,
le ragazze lo trovano orribile,
Lukas ha solo i libri come mondo,

Lukas,
sogna una vita normale,
una famiglia normale,
un mutuo normale,
un appartamento normale,
Lukas studia tutti i giorni,
Lukas vuole solo essere felice,

Lukas finisce l’asilo,
finisce le elementari,
conclude le medie, e le superiori,
prende sempre il massimo di voti,
dopo il liceo finisce a Milano,
Lukas non ha mai conosciuto l’amore,
ma sorride quando vede sorridere sua mamma,

Lukas va all’università,
tutto va bene,
sin quando non prende un brutto voto,
e il suo mondo crolla,
pezzo dopo pezzo,
la media é irremediabilmente compromessa,
Lukas non riesce piu a parlare coi suoi,
Lukas si vergogna,
Lukas fa brutti pensieri.

Lukas si perde nel bosco,
nella testa non sente piu nessuno,
é solo quando il freddo lo abbraccia,
nessuna mano lo accarezza,
nessuno sguardo o parola per lui,
Lukas spegne il cellulare.

Lukas stringe la corda al collo,
nel silenzio fra gli occhi degli alberi,
e il rumore dei passi dei ricci,
ascolta l’ultimo canto d’un pettirosso,
la terra non la sente più.
si libera del corpo,
per diventare parte di quell’inifinito,
che tanto amava leggere nei libri,

Lukas,
24 anni,
Occhi corvini,
anima giovane,
anima libera,
vola dove solo tu puoi,
forte delle ali che gia avevi,
vola.

—-

 

 

 

 
Un abbraccio.

Un uomo che ha conosciuto come te la solitudine.

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Thoughts of Rain –

I love how the rain can enter me,
I do not expect anything else when winter comes,
lean on a dream or a memory,
and feel it slip through my soul,

There are days when I would like to hear only you,
people's words are too dirty,
the letters have no more color,
I can feel the emptiness around them,

The cellphone rings,
vibrates in the pocket of the jacket,
I do not want to answer,
I have no more answers for anyone,
just for me,
throw the rectangle in the sea,
and I let the thunder light up my irises,
breaking the silence in two,

I love how the rain can enter me,
you know the ways of my being well,
and how to touch the right strings,
to make the infinite resound in my writing.
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Ultimo Tiro-

Mi sono acceso il cervello stasera,
per fumarne ogni ricordo che brucia,
e non pensare piu a nulla,
come quando da bambino ti culla l’amore,
e negli occhi volano sogni come soffioni in primavera,

Sulle labbra ho sapore di The alla pesca e rosa,
il sapore dell’erba sulla lingua mi piace,
riempie di colori i miei occhi spenti,
e rende tutto piu buono,
anche il dolore,

La musica,
la posso sentire fra le mie mani,
come i fianchi di una ballerina,
lisci e perfetti,
posso accarezzarle la pelle,
e sentirne il profumo caldo sprigionarsi,
intorno e dentro di me,
posso amarla,
senza mai perderla,

Essa mi circonda,
come la meraviglia del creato,
posso sentire il mio cuore bussare,
ma non aprirò,
canterà per l’universo,
mentre la mia stanca anima si riempie d’oro,
gli spiriti mi abbracciano,

Ultimo tiro,
e il vento mi porta via con se.

 

 

 

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Curioso-

Curioso come da un seme cosi piccolo,
possano germogliare le radici dell’esistenza,
sino ad abbracciare il cielo e le braccia del cosmo,

Curioso come fra le tue lentiggini e il tuo sorriso,
possa germogliare una mia poesia,
nei tuoi occhi trovo l’acqua per farla crescere,
essa sgorga in me ogni volta che mi guardi,
fai suonare la mia anima con note pizzicate come Paganini,
e mi lasci in balia delle correnti dell’essere,
senza controllo,
in preda all’essenza delle emozioni che urlano,
ballano,
e si trovano senza vedersi,
senza sapere la strada,
senza bisogno di comprendersi,
ma esistono,
e per questo splendono.

Curioso,
come sono sin da bambino,
di superare il limite imposto,
di svelare misteri e inoltrarmi in dedali profondi al di là della mia psiche,
di accarezzare l’amore sul labbro superiore e amarlo ogni giorno della mia vita,
senza mai arrestarmi,
perché sta nella curiosità la fonte della mia fantasia,
nei boschi che ho visitato senza chiedere permesso,
nelle strade bagnate da un temporale improvviso,
nei giorni di scuola saltati per stringere i primi sospiri al petto,
nelle ferite, negli errori, nelle urla, nella gioia,
nella danza del caso e della scelta,

io,
ti guardo,
mentre accarezzi un gatto bianco,

Curioso,
d’accarezzarti con l’anima.

 

 

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