Gli Attimi del Cuore-

Vivo negli attimi del cuore,
quando una mano cerca l’altra nel buio,
per paura di cadere nel vuoto,
o quando le carezze riempiono il viso di rosso,
e gli occhi diventano caleidoscopi infiniti,
mentre tremiamo stretti alle nostre insicurezze.

Vivo negli attimi del cuore,
presenti, passati o futuri,
ricordando sorrisi,
assaggiando labbra di ciliegia,
o immaginando,
baciando la fantasia,
come si bacia un amante,
dopo aver finito di aver fatto l’amore.

Vivo solo negli attimi del cuore,
perché sono eterni in noi,
sia che si vinca o si perda,
lasciano un impronta nell’anima,
un profumo d’emozione indelebile,
che ci fa sospirare,
mentre il cielo si riempie di comete.

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La Casa dei Sette Io – parte 2

Mi risvegliai sudato,
la radio intonava piano Strangers in the Night di Sinatra,
in camera mia un fievole raggio di sole mi toccava i capelli,
ero intorpidito dal sonno,
come quando la domenica sai che non andrai a scuola e dormi di piu del solito,
mia mamma e mio fratello di sotto preparavano la colazione come tutti i giorni,
felici,
sorridenti,
come una normale famiglia insomma,
peccato per quel puntino nero che rovinava tutto il foglio,
ovvero io,
io e l’altro me nascosto nella mia mente.

Scesi per mangiare due cose,
i telegiornali parlavano di un incendio li vicino,
nessuno aveva visto nulla,
era sparita anche una ragazza sui 20 anni,
i genitori piangevano nell’intervista
i cornflakes eran troppo morbidi,
mi versai del thè al limone con calma:

“Se aveste saputo cosa faceva vostra figlia alle mie spalle..” pensai..
“Vi ho fatto un piacere fidatevi” -sorrisi, spensi il televisore e usciì per rollarmi una bomba nel bosco, avevo bisogno d’aria.

Avevo sofferto cosi tanto quando scoprii che mi aveva tradito, non mi ero mai sentito cosi, frustrato, arrabbiato, deluso, non so come descriverlo, ma arrivare a ucciderla, sentire prima il suo fiato spegnersi e poi il sangue caldo sulle mani, mi aveva lasciato qualcosa di strano dentro..come una sensazione di sporco.

-Non potrai piu lavarle lo sai?- disse Superbia da dietro lo specchio -Non esiste una gomma per cancellare quel colore dalla tua mente, ma almeno ora non avrai piu paura di essere te stesso no? –

Tirai un pugno contro lo specchio -IO NON SONO UN MOSTRO COME TE!- si ruppe insieme a parte della mia mano destra, resomi conto del fatto caddi per terra e iniziai a piangere : – Che cosa volete ancora da me? –

Per terra da ogni singolo frammento dello specchio proveniva una voce diversa, ma tutte dicevano la stessa cosa : -Vogliamo sangue, e se non ce lo darai noi ti faremo impazzire-

Un suono simile a mille vetri che si rompevano penetro le mie orecchie per qualche secondo, urlai per il dolore ancora, quando, immagino per il rumore, apparve mia mamma preoccupata sulla soglia della porta :

– Che cos’e successo qui Leonardo? Stai bene? – mi diede qualcosa per il taglio alle mani qualche benda, le spiegai che ero scivolato per sbaglio e avevo fatto cadere lo specchio.

-Cerca di stare piu attento la prossima volta Leo, con le cose che succedono al giorno d’oggi in giro, non vorrei mai che ti capitasse qualcosa..-  mi lavò l’ultima goccia di sangue dal viso fissandomi bene negli occhi per assicurarsi che tutto andasse bene, risposi scocciato :

-Come se la televisione potesse strangolarmi, non ti preoccupare sai che so cavarmela no?-

Presi su e uscì con calma,
fuori era quasi sera, il sole stava tramontando, e io dovevo trovare un altro passatempo,

Vibrazione

guardai nel cellulare avevo 3 messaggi, tutti di Filippo, un amico mio che aveva una casa al mare vicino a un lago, stasera organizzava una festa per la fine della scuola, voleva che andassi a metter su un pò di pezzi con la mia console da dj, non potevo dirgli di no giusto?

Mi leccai le labbra,
e dopo aver scelto l’abito perfetto,
presi la strada per il mare,
mentre il sole lentamente si spegneva,
lasciando alla Luna il compito di illuminare i miei passi.

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Il Ponte-

Il ponte mi chiama,
ha lasciato la chiave li apposta per me,
per farsi aprire dalle mie mani,
in una notte fredda di Ottobre,

Il ponte è fatto di legno di quercia,
come una freccia spezza il mare,
le assi ballano,
alcune son rotte, altre son nuove,
ma nulla potrà impedirmi di arrivare infondo,

Là dove si sentono solo onde,
e la voce della Luna può accarezzarmi i capelli,
là,
ove nessun essere umano può camminare,
solo io,
col cuore pieno di cielo,
appeso fra terra e paradiso,
sopra una nuvola di fumo indiano,
sorrido,
mentre milioni di spettri danzano,
in una notte fredda d’ottobre.

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Dietro la vetrina-

Dietro la vetrina ti sistemi i capelli,
gli occhi turchesi,
pieni di stelle e ricordi,
fuggono fra le pagine di una rivista,
le dita affusolate sfiorano le punte,
e sorridi,
senza nessuno che ti veda,

Tu non sai che ti guardo,
a me va bene cosi,
come se fossi il mio quadro preferito,
giri un ciuffo dietro l’orecchio,
sospiri chiusa nella giacca rossa,
e finisci di chiudere negozio,
mentre le luci,
piano piano si spengono,
per far spazio alla notte,
e al traffico,
che si svuota nelle strade del centro,
come ogni settimana,
in una routine grigia e senza significato,

Dietro la vetrina,
i miei occhi verdi,
cercano i tuoi,
ti lascio una carezza sul vetro,
ti volti,
e sono gia sparito,
nel fumo di una sigaretta spenta,

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Ora-

Ora,
mi sento come un bimbo che arriva sulla cima di una quercia,
lontano dalle parole e dai giochi dei mortali,
lontano,
guardo il mondo per la prima volta diventare rosso,
e m’innamoro delle forme dell’arte,
e delle labbra della verità,

Ora,
mi sento come una goccia che cade nell’oceano delle stelle,
lontano dalla materia,
lontano ,
senza forma,
guidato da Vasudeva come il principe prima di me.

Ora,
mi sento un Isola che fluttua,
lontana dalla riva del pensiero cosciente,
lontano dai pianeti conosciuti,
sino alle porte delle galassie piu antiche,
cullato da onde elettroniche del cuore dell’universo,
mi dirigo senza il mio corpo dove le note sgorgano,
il resto,
non ha senso di essere scritto.

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Nel tuo liscio e caldo nido –

Nel tuo liscio e caldo nido,
io,
trovo riparo,
mentre la notte s’attorciglia fra di noi,
come mille serpenti dipinti di mille colori,

Io sento le tue labbra,
scivolare fra le mie,
soffici,
come i sogni dei bambini,
e risvegliano in me la luce,
come il sole risveglia la terra,
dandole un bacio,
ogni volta che la luna s’addormenta,

Io e te siamo parte della stessa anima,
per questo quando i nostri occhi s’incrociano,
per breve che sia l’attimo,
senti il cuore illuminarsi,
fino a diventare una gigante azzurra..

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L’Anima e il Corpo-

Ed io che vivo della danza il passo perfetto,
lascio il mio corpo a questa terra secca e vuota,
per farci crescere fiori e frutti,
perché a questo servono i nostri corpi,
A far nascere la meraviglia negli occhi degli altri,

Ed ecco l’anima fiorire dal corpo come la vita dalla morte,
cosi dolce e pura,
e salire verso il cielo, per poi scendere negli oceani,
libera,
senza forma,
senza attaccamenti,
viva,
profumata come la luce delle stelle,

Ma nonostante la sua libertà,
ogni giorno l’anima pensa al corpo,
come si pensa al primo amore,
e lo va a trovare la dove ha messo radici,
nel suo sorriso ora crescono rose,
nel suo petto viole,
e nel suo cuore vive una famiglia di lucciole,

Ma lei, ne annaffia ancora il bel viso,
toccandone i lineamenti ormai verdi,
con amore incondizionato,
riflettendosi in quegli occhi chiari,
ne ruba un ricordo,
per poi ritornare sulla luna,
con nelle labbra ancora il sapore della primavera..

 

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