La Casa dei Sette Io – Capitolo 5 – La Lettera-

Dopo aver parlato con Ilaria, molti poliziotti, carabinieri e parenti delle vittime han voluto parlarmi.

Lo so cosa state pensando, dovrei sentirmi in colpa,dovrei denunciarmi, o togliermi la vita per quello che ho fatto.

Ma non mi sento in colpa e dopo aver tentato di suicidarmi tre volte ho capito che il destino ha scelto per me questo cammino, nessuna di quelle persone può capire cosa significhi essere me. Convivere con sette personalita, sentirle respirare,sentirle urlare,sentirle piangere, o parlare, o pormi domande ogni giorno.

E nessuno di loro conosceva veramente quelle persone, non sapevano chi era Filippo, ne Omar,ne Luca, ne Kevin..ne..Matilda..

“Di lei forse ti importava qualcosa?
Ora che farai ti metterai a piangere di nuovo e ti taglierai le braccia e la faccia? Abbiamo già vissuto queste stupide scene, ricordati che il fine giustifica i mezzi, Machiavelli non era stupido come te,quindi lavati le mani, preparati da mangiare e prepariamo il prossimo obiettivo!”

Disse superbia, con fare altezzoso,

“Certo che parli tanto bene tu, però le mani devo sempre sporcarmele io non voi altri!”

Dopo quella risposta rispose subito Ira a voce alta:

“Viviamo dentro di te da sempre, per questo nessuno ti ama, ma almeno avrai sempre degli amici con cui parlare no?”

E si misero tutti e sette a ridere,
così forte che Leonardo inizió a tremare e a barcollare come se fosse punto da milioni di vespe dentro il cervello:

“Smettetela! Basta!”

Picchiai forte i pugni sul tavolo da cucina e ribaltai tutte le posate, mia madre preoccupata venne di corsa verso di me:

“Cosa c’è Leo? Hai di nuovo visto l’incendio? Senti ancora le loro voci? Fatti una camomilla e dormi dammi retta tesoro, capisco il trauma che hai avuto, ma tu non c’entri nulla in questa tragedia..devi smetterla di torturarti così..”

Mi abbracciò forte, ma non sentivo calore,anche se avrei voluto:

“Mamma ho bisogno di andarmene via di qui, non voglio farti del male, per favore scusami, ma devo farlo.”

Mi guardó stralunata come se le avessi detto che avevo messo incinta qualcuna:

“E dove intendi andare scusa?
Lo vedi che non stai bene devi riposare e poi potrai riprendere scuola con calma”

Le risate aumentavano sempre di più,

“Non hai nessuno hai solo il sangue come amico, noi e il sangue, NOI E IL SANGUE!”

Mi guardai le mani, il viso tutto era ricoperto di sangue, ovunque, sul tavolo, nei piatti non c’erano più pezzi di pollo e insalata con patatine ma pezzi di braccia,dita umane,e gli occhi di Matilda,i suoi occhi scuri mi guardavano galleggiando nella salsa rosa.

“Mamma devo andare..scusami non posso dirti dove..ma sappi che lo sto facendo per tenerti al sicuro..”

Presa una valigia con il necessario,scappai lasciando quel luogo piangendo dal dolore, stringendomi la testa fra le mani come tormentato da visioni incomprensibili..

..dovevo andarmene più lontano possibile così avrei impedito a loro di farmi uccidere altre ragazze,ma dove?

In Salento, a Gallipoli, li vicino avevo un amico che viveva in piena campagna. Forse sarei riuscito a calmarmi in mezzo a quella natura stupenda, si forse era l’unica soluzione buona.

“Non puoi scappare Leonardo”

Disse una voce al mio orecchio.

“Non ci sono luoghi in cui noi non possiamo trovarti, ormai il nostro e un legame indissolubile, continuerai a fare quello che vogliamo noi..

E alle mie spalle apparvero sette uomini incappucciati

“..fino a che non impazzirai e ti toglierai la vita davanti ai nostri occhi”

Divenni bianco in volto, più cercavo di fuggire più loro erano veloci..
Ilaria forse, Ilaria poteva aiutarmi a sconfiggerli,forse lei avrebbe capito, no, nessuno poteva aiutarmi o capire.

Dovevo uccidermi.

Era l’unica soluzione,così preso dalla follia del momento in piena strada, mi nascosi in un angolo ben nascosto dai loro occhi, e tirai fuori un coltello, me lo puntai alla gola..

Ma proprio mentre stavo per giustiziarmi

Una mano mi fermó;

“Che cosa stai facendo idiota?”

Era Valentina la migliore amica di Matilda:

“Calmati siediti un attimo per terra e respira”

Ero mantido di sudore e non sapevo se era realtà o fantasia quello che vedevo:

“Che cosa ci fai qui tu? Lasciami stare,perché mi hai fermato!!!? Io sono solo un mostro lasciami ti ho detto!!”

Ma Valentina mi tolse di mano il coltello con un calcio:

“Per tua sfortuna ho studiato karate per tre anni quindi o mi ascolti,o ti ammazzo io,non e colpa tua,smettila di farti del male, lo so che cosa provavi per Matilda,lei me ne ha sempre parlato di nascosto sai?”

Io stavo piangendo non sapevo più cosa dire o fare e la lasciai parlare:

“Stava con Kevin perche aveva paura di lui, lui era uno stronzo,la picchiava sai? Ma lei non lo ha mai denunciato..perché se lo avesse fatto sarebbe andata ancora peggio..sognava di stare con te, ti amava tantissimo..ma non ha mai trovato il coraggio di dirtelo..per questo son venuta a casa tua..perché volevo che lo sapessi,volevo darti la sua lettera che non ti ha mai mandato..eccola.”

Ero senza parole,
Valentina tiro fuori dallo zaino fucsia una lettera con un cuore al centro colore confetto, c’era il mio nome sopra.

“Ha il suo profumo* dissi una volta aperta con calma, con le mani che tremavano..

“Caro Leonardo,
Non so se ti ricordi di me, mi chiamo Matilda,
quella tipa un po’ stramba che fa pattinaggio? Beh ecco ti scrivo questa lettera per chiederti scusa.
Mi spiace di non averti parlato quando sei venuto a vedermi danzare,
ho visto che eri sempre presente,ma non so se per timidezza o altri motivi sei sempre scappato prima che potessi dirti tutto quello che tenevo dentro.
So di aver sbagliato a mettermi con Kevin, ero sola e non pensavo fosse una persona così meschina e vuota, ma se avessi saputo che ti avrei perso dopo averlo fatto.. ecco sicuramente non sarebbe mai successo.
Adoravo vedere i tuoi occhi azzurri nei miei..e mi sei mancato ogni giorno da che sei scomparso dalla mia vita..

So che ti sembrerò una scema,o una codarda,ma tanto questa lettera non ti arriverà mai..quindi qui posso scrivertelo.. io ti amo..ti amo da che ti ho visto la prima volta.

Ma purtroppo sono fatta così..sono un casino..

Non smettere di sorridermi,
Perché sei bellissimo quando sorridi.

Ti mando un bacio dal mio cuore.

Sperando che un giorno potremo prenderci una pizza insieme,
O andare a ballare in riva al mare sotto la Luna..

Tua,

Stupida ma sincera,

Matilda.”

Finita di leggere la lettera,scoppiai in lacrime e abbracciai Valentina.

Intanto si era messo a piovere forte, così forte,che l’inferno dentro di me per un momento si fermò per farmi respirare.

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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