La Casa dei Sette Io – capitolo 3 – Ilaria

“Cosi tu sei Leonardo?”

Un ragazzo alto un metro e novanta con folti capelli ricci e un paio di occhiali neri guardava la signora Ilaria fermo sull’uscio della porta:

“Si, sono io, mia madre mi ha detto che avevo appuntamento alle 16 giusto?”

La signora fece cenno di si con la testa sorridendo:

“Si puntualissimo vedo, ti aspettavo in ufficio, prego entra, accomodati pure,
se vuoi ho delle caramelle gommose all’arancia sulla scrivania”

L’ufficio della signora Ilaria, psicologa libera professionista da ben 20 anni, si presentava d’un castano scuro, tutto in legno, un armadio a muro con ornamenti in oro raffinato, custodivano le varie lauree e specializzazioni che aveva ottenuto nella sua carriera, il diploma, e alcune statuette di piccoli cupidi in ceramica molto graziosi.

“Tua madre mi ha detto che non sei un tipo che parla molto, non hai amici?”

“Si ne ho, ma sa com’è la realtà no? A volte anche se abbiamo tanti amici, questo non vuol dire che loro sappiano chi siamo dentro di noi, o semplicemente non riescono a cogliere certe cose..E ci stai per divertirti, per passare il tempo, non ho mai dato gran peso a queste cose..”

“Non hai mai avuto un amico?”

“Si una volta avevo un vero amico, si chiamava Luca, aveva dei problemi alle gambe e non poteva parlare o muoversi piu di tanto, ma quando riuscivo a farlo sorridere mi faceva tanto piacere, e parlavamo di tutto, andavamo nella stessa scuola, l’ho conosciuto che avrò avuto 6 anni, ed è stato con me sino alla fine della terza media..”

“E poi?”

“Poi e morto, non so per quale motivo, ma se ne andato che avevo 13 anni, e dopo questa cosa non sono piu riuscito ad avere un rapporto di vera amicizia con qualcuno, non mi sono piu fidato di nessuno, e dopo le medie, il liceo si fu una grande rivoluzione, per me, ma sono d’accordo con Stephen King quando dice che amici veri come quando hai dodici anni non ne avrai mai piu veramente.. Piu cresco piu mi rendo conto di questa verità..Se non sbaglio lo dicono anche in Stand By me la trasposizione del libro cinematrografica, era proprio un bel film.”

La dottoressa prendeva appunti sul bloc notes col volto serio ed interessato, batteva le unghie sul tavolo ogni tanto come per riflettere piu velocemente:

“Vogliamo parlare del motivo per cui sei qui?”

Francesco abbassò gli occhi

“Non so se ne ho voglia” e si toccò la guancia sinistra-

“Sei sopravvissuto a un incendio, era la festa di Filippo vero? 8 invitati,
e tu sei l’unico ancora vivo”

Ilaria lo guardava dritto negli occhi d’un vitreo azzurro, che quando incrociava la luce del sole si trasformava in un verde marino:

“Mi han obbligato a venire qui, perche pensano che potrei impazzire, o avere una reazione esagerata, dicono cosi da un paio di settimane, e cosi son venuto qui a parlare con lei.. Cosa dovrei dirle? Che potevo saperne io di quello che sarebbe successo? Son uscito fuori perche non bevo, ogni tanto fumo un po di erba, cosi mi son rollato una canna e sono uscito a fumarla in giardino perchè il padre di Filo sennò si sarebbe arrabbiato troppo, e allora mi son steso vicino al lago,
non sono un tipo socievole e le feste mi annoiano, son finito li solo perche non sapevo che cosa fare quella sera, e perche c’era una ragazza che mi piaceva molto…Non capisce il dolore che provo a ripensare a quello che è successo..Pensa sia semplice parlarne?”

Ilaria rimase attonita, il ragazzo passava da uno stato di puro silenzio,quasi un apatica bolla di difesa perfetta, a vomitare con violenza fatti tutt’altro che normali come argomento, e il modo in cui cambiava da un lato all’altro le fece intendere che probabilmente soffriva di bipolarità o di cambi d’umore probabilmente incrementati dall’utilizzo delle sostanze stupefacenti, che seppur naturali, e meno pesanti di altre, possono lasciare un impronta ben definita nel carattere di una persona se usate per molti anni senza mai smettere.

“Leonardo,e importante che tu ti apra sulla questione,per tanti motivi,il primo per la pace di te stesso,devi sfogarti non puoi tenere sempre tutto dentro di te,rischi di bruciarti..”

Leonardo rideva fra se e sé, incrociò le braccia con fare altezzoso, e disse:

“Anche se ne parlassi con lei cosa cambierebbe?
Non possiamo fare resuscitare nessuno di loro, ne togliere quel ricordo dalla mia mente,pensa che sia bello ricordare le urla di tutti loro? A scuola, a casa, e ora qui con lei,sempre le stesse domande mi fate.. io voglio solo essere lasciato in pace,continuerò la mia vita e ci metterò una pietra sopra,soffro come soffrono tutti i parenti delle vittime,ma non voglio che giri la voce che uso queste cose, ero fuori per quel motivo,e per lei..”

Ilaria incalzò rapidamente:

“Lei chi? Una tua compagna di scuola?”

Leonardo si accarezzava i ricci come per sciogliere un nodo che teneva dentro:

“Si,si chiamava Matilda, mi ero preso una cotta per lei due anni fa,ma poi si e fidanzata e ci son rimasto male..alla festa c’era anche il suo ragazzo,e così…”

La psicologa sorrise:

“Sei uscito perché non ti andava di vederli sempre appiccicati,ti sei innervosito e così sei andato fuori a fumare un po’ di Marijuana per calmarti.. posso capirti benissimo,non ti preoccupare sei un bel ragazzo vedrai che prima o poi troverai chi ti vorrà bene per davvero”

Leonardo chinó il capo:

“Non credo sa,penso di avere troppi problemi dentro di me,e alle ragazze non piacciono i tipi troppo complicati.. vorrei tanto essere più semplice,e meno perso dentro il mio mondo..ma son nato così..”

Il giovane ragazzo sembrava davvero sincero e stravolto,alla fine dell’ora lo accompagnò alla porta di casa e gli regalò una caramella al lampone;

“Adoro il lampone sin da bambino,
Mi ricorda il sapore del bosco,andavamo sempre a raccoglierli io e mia nonna..la ringrazio molto..e stato liberatorio,ci vediamo venerdì alla stessa ora giusto?”

Ilaria gli pose una mano sulla spalla con delicatezza:

“Certo e ricordati,prima di perdere la testa,respira conta fino a dieci,e dopo vedrai che le cose saranno più chiare e semplici da eisolvere..salutami tua mamma e buona giornata!”

Uscito dal cancello,
Sul volto di Leonardo apparve un sorriso maligno,
tutto era andato come pensava,e nessuno sospettava di lui.

Forse aveva esagerato questa volta?
No ed infondo non aveva detto nemmeno tante bugie ad Ilaria, era davvero innamorato di Matilda,ma lei voleva fare la furba quella sera,ha aspettato che il suo ragazzo uscisse per provarci,ed e stato li che Leonardo ha avuto l’idea.

L’ho lasciata fare..si è divertita no? E dopo mi sono divertito io,ma senza toccarla,le fiamme hanno pensato a purificarla.. non credo abbia avuto il tempo per rendersi conto di quello che succedeva..e gli altri?

“In tutte le guerre muoiono degli innocenti,ma da oggi in poi sarò più attento,non voglio più attirare troppo l’attenzione su di me”

Disse fra se e sé..

“Infondo siamo solo al principio vero assassino?”

Disse Ira dietro il suo orecchio,

“Abbiamo ancora tante anime da liberare..la nostra e una missione..che nessuno potrà mai capire..un peso che solo noi possiamo capire..”

Continuo Superbia..

“Già ma quella psicologa fa troppe domande, bisogna portarle un regalo la prossima volta..odio chi fa troppe domande..”

E il sole tramontava fra i pini,che si perdevano,nell’ oscurità che li avvolgeva sempre di piu..

Mentre Leonardo accendeva l’ultima sigaretta magica,
E lanciava il cellulare nel mare.

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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