Una Notte al Telefono –

“Ti disturbo?”

– disse una piccola voce, una volta pigiato il bottone verde sul mio telefonino;

Eran le 2 di notte passate, avevo corso tutto il giorno, ero stanco morto, ma infondo per lei, potevo fare un eccezione:

“No tranquilla, lo sai che faccio sempre tardi a scrivere, dimmi tutto..”

Dall’altra parte della cornetta sentii un respiro di sollievo:

“Cbe cos’hai fatto oggi?” – disse, mentre mi stendevo sul letto per rilassarmi un poco –

“Le solite cose, sono andato al corso, ho mangiato, respirato, scritto qualche stronzata in rima, e ora forse mi guardo un film,tu a parte il lavoro?” – chiesi incuriosito, mentre schizzavo qualche fumetto sul mio quaderno di appunti –

“Ho mangiato in un “ristorante” in pausa, ti giuro stavo per vomitare, penso di non aver mai mangiato un risotto cosi schifoso, ti ho mandato la foto prima l’hai vista?”- disse ridendo-

“Si certo l’ho vista, ma pensavo fosse una zuppa, o una sorta di blob mutante!” – dissi scherzandoci sopra –

– rise tanto –

“Forse era davvero quello..già” – improvvisamente cambiò tono, sembrava quasi che singhiozzasse –

“Ehi é successo qualcosa? Ti senti bene?” – mi stavo preoccupando, non era il tipo da cambiare cosi velocemente tono per niente;

“Non é nulla, e solo che ho lavorato troppo..” – disse a tono basso

“Sara, lo sai che puoi parlarmi, ti ascolto se vuoi, però non far finta di star bene con me,
mi offendi cosi..” –  dissi con un tono molto serio-

Lei respirò profondamente e svuotò il sacco:

“Ho litigato di nuovo con mia sorella, nessuno la trova più, e sto impazzendo, mi sento uno schifo, vorrei uccidermi, ma penso che non avrei la forza di fare neanche quello..”

Conoscevo Sara da un pò, e come me non aveva avuto una vita facile, seguiva la sorella come una madre segue la figlia, credo che il suo rapporto con lei fosse l’unica cosa vera e buona che le rimaneva della sua “famiglia” , era il suo tesoro, e quando bisticciavano o spariva, lei ne soffriva moltissimo, anche se lo dava poco a vedere:

“Vedrai che sarà andata da quel tipo di cui mi parlavi l’ultima volta, lo sai come sono le adolescenti no? L’amore passionale, le prime uscite, gli ormoni che impazziscono, il punk, il sudore..” –  scherzai un poco, stavo cercando di spezzare quell’aria pesante e tesa con qualche cavolata per farla ridere, tutto inutile:

“Ti sembra il caso di scherzarci sopra? Mia sorella é sparita, e te mi parli del sudore e degli ormoni!!?” – stava urlando, allontanai un attimo dall’orecchio il telefonino, e iniziai a prepararmi un personal con calma, mentre dalla cassa usciva lieve una canzone degli Stereophonics “Maybe Tomorrow”;

“Senti scusami non volevo, però fidati, prova a sentire quel tipo, magari sa qualcosa no?”

Sentii nitidamente una gran sbuffata uscire dall’altoparlante:

“E va bene provo a chiamarlo, ma se non é lì vengo a strozzarti”

– Scoppiai a ridere

“Tanto non ci arrivi al mio collo senza una scala lo sai, dai ti lascio far la telefonata allora, tienimi aggiornato, e calmati,  si risolverà tutto”

rise anche lei

“Simpatico come sempre, ok ci sentiamo dopo” –

e buttò giu.

Nel frattempo avevo concluso il personal, la musica era cambiata, ora era Ziggy Marley a uscire dalla cassa con la sua stupenda voce sulle note di “Dragonfly” , accesi con uno zippo la torcia, e mi fermai a guardare ogni nuvola cambiare forma e sparire al di sopra dei miei capelli arruffati, mentre la luce della luna li oltrepassava delineandone il colore e la lunghezza.

Passarono 20 minuti buoni, ero arrivato a metà della storia, quando vibrò il cellulare:

“Odio ammetterlo ma avevi ragione” – disse Sara con un tono felice

“Visto? Gli adolescenti sono prevedibili, ora ti senti un pò meglio?” – chiesi con voce spezzata dall’ultimo tiro, sperando che non lo notasse –

“No, lei lo sa che non deve comportarsi cosi, mi ferisce, come può poi chiedere fiducia e di esser trattata da persona “adulta” se scappa ancora di nascosto..”

-Ok non l’ha notato –

“Perche noi come facevamo alla sua età?” – dissi ridendo

“Beh io non ero cosi fidati” – rispose a tono –

“Si si ricordo infatti la foto con la frangetta, eri bella pacioccona eh, ma stavi bene dai”

risi ancora –

Lei non rispondeva,  cosi continuai da solo:

“L’importante è che stia bene, parlaci con calma, e vedrai che ti capirà, avete lo stesso sangue” –

“Grazie per avermi ascoltata Leo, davvero..” – disse con un tono dolce;

“Non ti preoccupare Sara,  sai che ci sono, ora però credo sia ora di andare a dormire” – erano le 3:30 passate, e non sentivo piu l’orecchio destro –

“In effetti, si è fatta una certa” – disse lei con uno sbadiglio smorzato;

“Fai la brava e non stressarti troppo ok?”

rise

“Ok tu però fatti sentire ogni tanto”

seguii un breve silenzio,

“Lo farò,
buona notte Sara..”

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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5 risposte a Una Notte al Telefono –

  1. Libera per sempre ha detto:

    Praticamente ho iniziato a piangere dalla prima riga … non sto scherzando …
    Mi sono commossa e ho sentito il cuore vibrare.
    Non sono solo sesso
    ma sono una persona che vive di emozioni e tu sei riuscito ad emozionarmi!
    Mi rivedo in ogni singola parola. Sei un grande!
    Ps: mi stretta ogni cosa !

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