Prisma e l’avventura dentro il Quadro – Capitolo 23 – La Stella Verde –

Era calata la sera, e il veliero di nuvola solcava con fierezza le onde del mare d’acrilico, Orione e Dino dormivano come due bambini al suono dei cromosemi, uccellini che nascono dagli ultimi raggi del tramonto..e spariscono insieme ad esso nell’arco di pochi minuti..una vita sii breve, ma un canto davvero sublime.

Prisma però non riusciva a chiudere occhio, e chiuso in cabina era letteralmente circondato da mappe polverose matite e pensieri, dove andare ora? Dove dirigersi? Dove puntare la bussola?

Nessun indizio in quelle mappe strane in cambusa, non trovava tracce o aiuti, e dato che non riusciva proprio ad addormentarsi, uscì fuori a guardare il cielo.

Il placido mare d’acrilico faceva scivolare il veliero lentamente, non tirava vento,  dunque prisma si stese li fuori, lasciandosi cullare dalla marea, e si perse guardando le stelle di quel quadro esplodere, cambiare forme e colore, alcune si avvicinavano si davano un bacio e diventavano tre, altre si abbracciavano e diventavano una sola stellona che mangiava altre stelle fino a diventare ancora piu grande, per poi ri-esplodere e tornare sotto forma di milioni di piccole stelline.

Tutto questo accadeva nei suoi occhi colmi d’azzurro in un battito solo.
(e se li guardavi potevi vederci un altro cielo, con un altro bambino perso in esso.)

Era tutto cosi incredibile, tutte le cose che erano successe fino a quel momento,
trovarsi li in quel preciso istante dopo tutti i guai passati,
Prisma si sentiva diverso, sorrideva ripensando all’ingenuità con cui era entrato dentro il quadro in principio..

Non sapeva a cosa stesse andando incontro, ma per suo fratello avrebbe corso il rischio,
certo, era stato lui la sua famiglia, i suoi genitori non avevano mai capito nulla di lui,
non l’avevano mai ascoltato come lui, ne amato come lui..ma a quale prezzo stava facendo tutto questo?

Ora si sentiva come fermo nel tempo, come se la barca non si stesse dirigendo da nessuna parte nonostante il suo moto continuo verso l’orizzonte, sembrava non muoversi, tutto l’universo  girava intorno ai suoi piedi, come quando da bimbi ci si sedeva al centro di una giostra coi cavalli, ma senza il mal di testa.

Ancora sconvolto da queste riflessioni, il piccolo fanciullo, prese in mano il ciondolo di kitsune, lo osservava spesso quando si sentiva solo, attraverso i suoi molteplici riflessi ogni tanto, con la giusta luce lunare, poteva rivedere gli occhi della principessa, il suo spirito era ancora li dentro, e lui lo sentiva, e ci parlava ogni tanto.

“Dove devo andare ora?” – si chiedeva stringendosi fra se e se, con amarezza

“Indicami la via per favore..” chiese al ciondolo a bassa voce..senza pensarci..

E così all’improvviso, una lieve luce bianca uscì dal ciondolo, facendo prendere un colpo a Prisma:

“Ma che diavolo..” prisma non poteva crederci.

La luce Indicò al giovane una stella, era verde smeraldo acceso, e poi dopo pochi secondi svanì nel nulla..all’interno del gioiello.

Il bambino sorrise e disse con voce soffocata dall’emozione :”Grazie..”
e cascò nel sonno dopo pochi secondi, mentre l’universo cantava canzoni dimenticate.

—–

Orione lo trovò il mattino dopo, accucciato come un cucciolo di leone, Dino era di fianco a lui, e quel ciondolo nella mano destra stretto fra le dita:

“Lascialo dormire Dino vieni che andiamo a fare colazione”

Teneva una tazza di thè nero in mano, e lo sorseggiava piano, osservando il sorgere di un nuovo giorno, a Dino diede la sua razione di pesce fresco, e a fine pasto si misero insieme sulla prua, lo sciamano fumava la pipa, mentre i raggi del sole si prendevano il quadro, trasformando ogni colore da scuro a chiaro:

“Dobbiamo seguire la stella verde..” disse  strofinandosi gli occhietti Prisma,
“E la direzione giusta..” –
– continuò accarezzando Dino : “Sai cosa c’e da quella parte?”

Orione fece si con la testa..

“C’e l’isola della grande madre” – e quando lo disse chinò il capo, in segno di rispetto.

“E chi è la grande madre” – Chiese il bambino.

“Colei che protegge il cuore del quadro, lei é la madre di ogni colore, é stato il primo disegno fatto da tuo fratello, é un posto antichissimo.. non sarà semplice raggiungerlo.. ma chi ti ha indicato questa via?”

Il bimbo indicò il ciondolo :”E stata lei..ieri notte una luce é uscita da qui, e mi ha indicato quella stella..” –

Lo sciamano sbarrò gli occhi :” E dopo?” –

“Dopo niente é sparita nel nulla..” disse strofinandosi le mani per la brezza mattutina..

“Strano avvenimento amico mio, ma se ti ha indicato quella stella un motivo ci sarà..uno spirito non si scomoda per nulla..” – e indicando la cucina-
“Vuoi qualcosa da mangiare? Un bel frullato di Ananas e mango?”

Prisma sorrise “Certo grazie..ma in che senso é difficile da raggiungere?” chiese mentre sorseggiava succo gustandosi la freschezza della combinazione magnifica ottenuta.

Lo sciamano allora diventò serio in volto :
“Lo saprai quando arriveremo..non posso parlartene ora..rovinerei tutto se lo facessi..”

Attorno a loro grandi onde di colore si muovevano,il mare aveva iniziato a respirare, era tempo di muoversi,  aggrapparsi a quella visione era l’unica certezza che avevano per il momento, e sicuramente non potevano fermarsi, sarebbe stato come suicidarsi.

A volte bisogna semplicemente credere, lasciarsi guidare dall’istinto,
come le foglie si lasciano guidare dal fiume in autunno,
o come il polline si lascia guidare dal vento in primavera,
a volte bisogna semplicemente, lasciarsi guidare,
e abbandonare il proprio io, ai bordi dell’esistenza.

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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