Prisma e l’avvventura dentro il Quadro – Capitolo 22 – Il Ciondolo –

Dopo la dipartita di Kitsune, il piccolo Prisma perse un pò della sua gioia,
le aveva voluto tanto bene, nonostante le bugie e i numerosi inganni, sentiva in cor suo, che in parte la colpa di ciò che era successo era sua, in preda allo sconforto, decise di abbandonare al piu presto l’isola, era troppo pericoloso rimanere li.

Orione lo intravide sulla riva proprio mentre stavano scendendo dalla barca,
aveva disegnato sulla sabbia la principessa con le dita, portava una tunica bianca, dono dei saggi della piramide di cristallo, perché gli altri abiti erano stati quasi del tutto strappati dal vortice che aveva risucchiato Kitsune, intorno a lui giravano piccoli cuccioli di gabbiano, e ogni tanto quando allungava la mano per disegnare prendevano il volo scuotendo le ali all’unisono, e salivano su come tanti aquiloni.

Molto lentamente gli si mise di fianco e lo abbracciò : “Anima grande, non lasciare che il male della perdita ti contagi il cuore, abbiamo avuto entrambi due grandi sfide da superare, e siamo vivi..nonostante le avversità..credo che sia ora di ripartire no?”

Ma il piccolo Prisma piangeva ancora, e faceva no con la testa piano, ora tutta l’immagine della bambina era stata cancellata dalla marea, quasi come se insieme a lei, fosse morta anche una parte del piccolo umano, non riusciva a smettere di singhiozzare:

“Non era cattiva, voleva solo essere libera come me..non é giusto..”

Al chè lo sciamano capì, entrando nei suoi occhi, e mentre si accendeva una pipa di erbe indiane magiche, rispose con tranquillità all’amico:

“Fratello, io ho rischiato la vita per ritrovarti e darci del tempo in piu rispetto al nostro nemico, comprendo il tuo dolore, ma ora dobbiamo andarcene da qui, lui non starà fermo per molto ancora..troverà presto ciò che gli serve per rinascere, non abbiamo tempo capisci?”

Prisma rimaneva in silenzio con la testa fra le ginocchia, mentre tutt’intorno a loro quello strano odore magico girava e formava mostri, lune, lettere, e mille altre cose impercettibili.

Lo sciamano gli sorrise con dolcezza: “Infondo é questa la nostra missione, e se kitsune ti voleva bene come dici, credo che sarebbe stata piu contenta di saperti al sicuro, piuttosto che in cattive acque non credi?”

Prisma non rispose ancora, allora, Orione fece segno al suo fido compagno a quattro zampe di agire con un gesto.

Dino corse subito all’istante verso di lui ed inizio a leccare la faccia di Prisma fino a quando non scoppiò a ridere dal solletico:

“Hai ragione amico mio, grazie” – e lo abbracciò come si abbraccia un fratello ritrovato,

poi continuò levando un ciondolo da sotto la maglietta

“Prima di scomparire insieme al Rubino, mi ha dato questa Rosa, i saggi della Piramide poi l’hanno incastonata con strane magie in questa collana, lei mi voleva bene, lo so..”

Orione sgranò gli occhi e poggiando una mano sulla spalla del compagno disse:

“Apparteneva a Kashif un mio vecchio amico, che purtroppo non sono riuscito a salvare dalla furia del Leone, pensavo fosse stata distrutta per sempre!
Questo vuol dire che ci mancano solo due rose per completare l’anima di tuo fratello, anche se é costata la vita di un altra persona..non possiamo fermarci, lui é furioso ora.. ho cercato di fermarlo con tutta la mia forza magica, ma ho fallito..”

Prisma lo guardò preoccupato: “Davvero? Avete combattuto? E com’e andata? Cosa ti ha detto?”

Orione sorrise : “Ho solo rimandato l’inevitabile per poco, e per colpa sua non ho piu magia, dopo lo scontro é sparito, ma conoscendolo so che ha solo cambiato forma per ricaricare le forze…sarai tu ora a guidare la nave, io e Dino ti aiuteremo comunque, d’altronde questo piccolo cane ha tanta voglia di riprendere il viaggio.. vero Dino?”

E il piccolo cagnolino si alzo in piedi in “posizione di rito” come diceva sempre lo sciamano, e abbaio scodinzolando..

Prisma scoppiò a ridere : “Allora che aspettiamo? Andiamo!”

Il mare d’acrilico li chiamava a se, come una madre chiama a se i propri figli, lasciavano dietro di se l’isola specchio e i suoi misteriosi guardiani, proprio mentre il sole tramontava, e faceva calare l’oscurità su di loro con lunghe braccia color porpora scuro..

Prisma appoggiato al timone, gli occhi verdi colorati dal tramonto all’orizzonte, erano pieni di una nuova luce, e la sua anima lo sentiva, il mare a volte anche se non sa parlare, é l’unico che sa dare le risposte giuste.

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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