Prisma e l’avventura dentro il Quadro -parte 13

Preso coraggio, accompagnato dal suo fedele Dino, Orione oltrepassò con molta cautela il passaggio che si era aperto di fronte a loro..e si mise a ridere parlando fra se e se:

“Il vecchio Kashif..non ha mai avuto piacere nello stare in mezzo alla gente,
ai tempi in cui da bambini frequentavamo la stessa scuola,
era un ragazzo timido, impacciato, odiava il contatto con gli esseri umani,
, disprezzava la loro ignoranza e mancanza di rispetto verso madre natura..per questo motivo preferiva la compagnia degli animali o degli insetti..si isolava per annusare l’acqua, lo vedevi in silenzio ad accarezzare le ali delle libellule..per poi rintanarsi a scribacchiare cose confuse su papiri infiniti..quanto tempo é passato..”

Piu ci si inoltrava nel tunnel difatti piu si trovavano fogli e scarabocchi fra le rocce levigate dall’acqua..alcune pagine bagnate, altre volanti, altre appiccicate con lumache o forchette al muro di roccia.. con sopra scritti simboli antichissimi e incomprensibili sia per la scrittura che per tutto il resto..
Dentro la grotta si respirava un odore di viole..di fatti all’interno della grotta Kashif coltivava milioni di fiori e ne spremeva i profumi assieme per creare nuove magie..o archibugi..piccoli elisir dell’amore che duravano un estate..un sorso solo e potevi sentirti felice..almeno finché l’effetto durava..

“Chi mi disturba a quest’ora del giorno? Non tocchi i miei appunti prego, son tutti numerati, lo so che sembrano messi a caso ma é proprio nel caos che trovo l’ordine..”

Ed ecco spuntare dal fondo del tunnel roccioso un anziano uomo ricurvo..di statura minuta secco e dalle fattezze arabe..aveva una pelle color bronzo e gli occhi gialli accesi,
teneva stretta a se una lanterna che sbuffava colori violastri nell’aerea..

“Che il creatore mi cancelli dal quadro se non é Orione lo sciamano ciò che i miei occhi stanchi vedono apparire dalla roccia..” disse soffocando una risata tossendo a tratti,
i due si strinsero la mano con affetto e poi il vecchio lo abbracciò con grande forza,
sembrava piccolo e indifeso ma l’anziano alchimista era molto piu forte di orione nonostante la statura, le sue braccia avevano lavorato per secoli.. ancora prima che i colori scendesserò sulla tela..

“Sono cosi contento di rivederti caro amico mio, credevo non saresti mai arrivato sai..?”

Diceva mentre salutava il buon Dino, che nel frattempo stava rincorrendo alcune lucciole di passaggio, ogni volta che ne mangiava una cambiava colore all’improvviso..

“Tu eri a conoscenza del mio arrivo?”

Kashif arrotolandosi i baffi lunghi e bianchi guardava sorridendo il giovane sciamano:

“Suoni ancora il tamburo?”

Orione annui in silenzio..ma rimase perplesso fra se e se, come faceva a sapere del suo arrivo?

“Vieni giovane, ti voglio mostrare una cosa a cui ho lavorato in questi miei anni di reclusione e studio dal mondo esterno..vieni e apri bene le narici, non sentirai mai piu nella tua vita profumi cosi meravigliosi come i miei..”

Il tunnel prendeva strane direzioni una volta arrivati in fondo sotto i loro piedi milioni di gallerie di diamanti e gemme preziose si districavano e per ogni gemma un fiore del suo stesso colore era abbinato a lui, attorno ne prendeva forma e forza..

Mentre camminavano verso il centro del covo di Kashif numerosi erano gli insetti che Orione e Dino intravedevano pulire o trasportare gemme o fiorgemme, tutti indaffarati,
c’erano formiche rosse che trasportavano rubini, formiche nere che trasportavano smeraldi, lucciole che pulivano zirconi, e scarabei stercorari che spostavano grandi zaffiri..e a volte si fermevano per prendersi una piccola pausa..

Finalmente giunserò al centro del covo, era una specie di laboratorio tutto pieno, stracolmo di provette pozioni, bolle che volavano ovunque, macchie ed esperimenti strani..

“Scusa per il disordine ma non credevo che saresti giunto cosi presto..lasciami dare un occhio..”

Tolte milioni e milioni di piccole scartoffie ammucchiate su una grande scrivania di roccia lavica, da quella montagna di lettere tirò fuori un globo dalla forma strana  che produceva una luce viola soffusa ogni volta che lo si toccava:

“Questo e il mio ultimo esperimento, é una bussola per il regno dei colori, non ne troverai mai un’altra cosi precisa caro il mio vecchio compagno di avventure..vedi la luce viola é la puntina..la rosa dei venti e incastonata nel quarzo, é molto fragile..ma funziona davvero!”

Orione era pieno di felicità e curiosità, pieno di domande e voglia di parlare ma sapeva o almeno sentiva che il tempo a sua disposizione era ormai giunto al termine, cosi tagliò corto..e chiese subito all’amico del pezzo dell’anima:

“Caro Kashif, scusa se interrompo la tua grande gioia, ma il mio destino mi sta portando verso lidi remoti, per ricongiungere ciò che la rabbia e il dolore hanno diviso..”

L’alchimista diventò scuro in volto, nei suoi occhi balenava tristezza:

“Quindi il fratello del Leone di Smeraldo é veramente arrivato fra noi? Non erano solo leggende e favolicchie da quattro spicci quelle che sentivo cantare dai grilli durante le notti di luna piena? Il piccolo ha coraggio? Di che colore sono i suoi occhi?”

Orione sorrise e disse:

“Del colore del mare, e di tanti altri colori, in lui c’e la chiave per salvarci dalla fine,
abbiamo gia raccolto la prima delle 4 rose, il povero Egeo ha dato la sua vita per darci la possibilità di rubarla al Leone..che gran spirito era, la luce lo guiderà verso l’eternità a cui solo i grandi eroi possono bramare di giungere!”

Kashif si grattò la barba e rispose:

“Dunque tu vieni qui per la seconda Rosa..ahimè caro amico mio mi duole informarti che mi é stata rubata! Da una giovane Ladruncola..é la figlia del Re di quest’isola! Ma come tu sai io sono un tipo timido schivo, odio la luce del sole mi muovo solo di sera con i gufi e i lupi..ti chiedo perdono mio caro..ma la vecchiaia mi ha portato via il coraggio..”

E con fatica si distese su una sedia di rubini, con cuscini decorati in foglie e fili di grano splendente:

“Il mio spirito ha camminato troppo a lungo..ma posso darti questa bussola la mia invenzione saprà indicarti la via, anche dove l’oscurità piu grande ti prenderà, non perderai mai la direzione!”

Orione comprese l’amico, e l’abbracciò con grande affetto mentre tutt’intorno gli insetti sistemavano le carte cadute per terra e pulivano le gemme, alcune farfalle si erano sistemate vicino a Kashif per farlo respirare meglio..

“Amico mio, hai fatto anche troppo per quest’errante sciamano..ti auguro di invecchiare in salute e di ricongiungerti con l’universo e con quegli astri che brillano esattamente come il tuo ingegno!”

Kashif regalò la Bussola di Quarzo, e si ritirò nel suo antro, le cascate chiuserò di nuovo il passsaggio, e Dino con uno sguardo triste e sconsolato salutò abbaiando l’antico alchimista..

“Chissà dove ti nascondi piccola brigante..”

Alle spalle del bosco il Prisma di sabbia arrivava di corsa, fermatosi di fianco al lago, vide Orione e corse da lui:

“Orione eccoti!” disse la copia, ma lo sciamano gia sorrideva “Perche sorridi amico mio? Cosa hai da ridere?”

“Sono stato cieco amico mio, cieco e lento..ma non credere che non riconosca la mia magia pupazzo di sabbia!”

E con un tocco solo la copia di Prisma ritornò sabbia..Orione ne accarezzò piano la consistenza e disse fra se e se..

“L’inganno é stato gia compiuto..devo sbrigarmi..bussola indicami dov’e il vero Prisma!”

E corse via..piu veloce del vento..

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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