Prisma e l’avventura dentro il Quadro -Parte 12- Lo Scarabeo e la Mappa-

“Sai quand’ero piccolo, mi piaceva tanto correre nei campi di grano, fuori dalla mia scuola,
tuffarmi in mezzo agli steli e lasciarmi inondare dai profumi dei fiori, mentre le maestre mi cercavano urlavano e i miei amici si stringevano fra di loro chiedendosi dove fossi scappato quella volta..io ridevo..c’era qualcosa in quei gesti, c’era qualcosa di eterno e solo ora me ne rendo conto, quello fu il mio primo ricordo felice..mi arrampicavo sulle quercie mi sbucciavo le ginocchia fino ad averle entrambe rosse vermiglio.. eppure..quando arrivavo in cima..dimenticavo chi ero..dimenticavo le parole..dimenticavo la realtà..
e c’era solo il tramonto..le nuvole, quelle nuvole che si trasformavano in milioni di animali, e forme..ed io le acchiappavo con il retino o le incidevo sulla corteccia per non scordarmi il loro volto..”

Ombra teneva salde le mani sulla criniera del leone..ascoltava la sua anima parlare mentre dormiva.. era l’unico momento in cui poteva parlare con lui.. nei suoi occhi bianchi si poteva leggere una macchia di tristezza e di nostalgia per quel piccolo bambino perso in quei campi..e chissà quando sarebbe tornato in se..

Eppure c’era una speranza..si ripeteva, c’era..il piccolo Prisma: “Si lui forse può farcela..forse può salvarlo davvero..” ma subito si rattristava : “Ma non é possibile dai..il regno é cosi vasto che nemmeno 100 vite basterebberò per trovare tutti i pezzi dell’anima di Francesco prima che lui si prenda il tuo cuore..e lo faccia diventare un’altro astro del suo universo..”

Ombra piangeva in silenzio, gli altri spettri del castello non avevano emozioni, facevano tutto ciò che il padrone gli diceva di fare, efficenti servi di una volontà piu grande della loro..ma Ombra no..era qualcosa di speciale..era una custode, l’ombra del primo amore di lui..ecco perché poteva navigare nella sua mente..perché in un lontano passato lei aveva toccato il suo cuore..

Con calma Ombra si riprese da quel piccolo momento di perdizione e con molta cautela infilò piano di nuovo le dita nella chioma del Leone:

“..Ah sei tornata! Pensavo ti fossi persa anche tu” ; quel bimbo la guardava sorridendo con la testa piena di foglie colorate e ramoscelli :” Guarda cosa ho trovato” teneva fra le mani chiuse qualcosa ed invitò Ombra a guardare..nei suoi palmi c’era uno scarabeo d’oro..

“E meraviglioso Francesco ma dove l’hai trovato?” il bimbo rideva, e iniziò a correre senza piu fermarsi saltava fra gli alberi come un animale selvaggio: “In quel giardino la oltre la staccionata, ci sono tante Rose bianche..ma una di quelle non era come le altre..era di cristallo”

All’improvviso Ombra ebbe un brivido, guardò lo scarabeo che teneva in mano, si era trasformato in un serpente che la stava piano piano stringendo a se:

“Aiutami per favore mi vuole uccidere”

il bambino rideva..e arrampicatosi sopra un albero di nuovo sparì fra le folte chiome dell’infinito..

Ombra si risvegliò da quel viaggio tutta sudata..forse si era inoltrata troppo..si aveva esagerato, la sua curiosità spesso la portava a fare delle scelte troppo azzardate..

La mattina seguente il Leone si risvegliò, e senza alcun indugio riprese il suo viaggio alla ricerca di Prisma e Orione, aveva fame, e il tempo di riposare era finito..

Ombra era sola nel campo di Rose quando lo vide sfrecciare via come un lampo fra le montagne innevate..per un attimo gli sembrò di rivedere quel bimbo saltare di albero in albero.. ma affranta e ancora traumatizzata dal suo piccolo viaggio..intrecciò una coroncina di Rose Rosse e la lanciò verso il vento..

“Non dimenticare chi sei..non dimenticarlo mai anima libera”

——

Nel frattempo sottocoperta nel veliero di Orione, Kitsune si aggirava quatta quatta fra le mappe e le stanze di quello strano mezzo di navigazione fatto di nuvole..finché i suoi occhi color rugiada non videro un enorme tomo impolverato con sopra scritto

-Mappa del Tesoro dell’Isola Specchio-

Kitsune fu subito presa d’assalto da mille pensieri, appena aperta vide grandi descrizioni antiche, l’isola non era lontana da li, ma come fare per raggiungerla? Se da un lato voleva bene a Prisma,
dall’altro l’amore per le pietre preziose la cambiava, la faceva diventare un altra persona,
era corrotta..e preso il bastone magico di Prisma, usci fuori in spiaggia per compiere il primo passo del suo piano per giungere all’amato scrigno..

Disegnò sulla sabbia due persone, Orione, e Prisma, mandò Prisma da Orione al mercato per tenerlo fermo la giusto in tempo per partire col veliero e ritornare indietro col tesoro,
e Orione sul veliero per navigare verso l’Isola dato che lei non sapeva fare..

Riempì due vasi di sabbia per sicurezza, e date le ultime istruzioni all’Orione di sabbia..levarono le vele verso l’orizzonte, mentre il piccolo Prisma sognava beato incurante del gioco che il destino stava tessendo per lui.

—–

Se vi é piaciuta la parte o la favola fino ad ora condividetela ai vostri amici conoscenti parenti ragazzi ragazze persone vive o spettri! Insomma fatela girare grazie a tutti coloro che leggono ancora… un abbraccio Lord

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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