Prisma e l’avventura dentro il Quadro -Parte 11-

“Dino non correre cosi veloce non riesco a starti dietro!”

Il piccolo cagnolino sfrecciava con occhi pieni di luce fra i milioni di volti che giravano nel mercato dell’isola Zaffiro, saltava di banchetto in banchetto come se stesse rincorrendo un gatto, una farfalla o una gazza birichina che gli aveva rubato un osso o un giocattolo luccicante..
Mentre saltava molti erano i mercanti che imprecavano contro di lui, perché faceva rovesciare tutta la merce per terra: “Maledetto mascalzone!” urlava il fruttivendolo, tirandosi su i pantaloni larghi fin sopra l’ombelico : “Se ti prendo ti trasformo in uno stufato con tanto di contorno di patate arrosto!” ;
ma il nostro Dino non si fermava di fronte a nulla, e Orione che si fidava ciecamente del suo cucciolo, teneva il passo cercando di evitare padelle e pomodori.

Intanto in tutta l’isola Zaffiro le guardie del Re Umi cercavano invano la piccola Kitsune in ogni angolo del piccolo regno, laute ricompense venivano promesse a chi sarebbe riuscito a trovarla e a riportarla sana e salva a palazzo, il padre giaceva inerme sul trono da giorni, non toccava piu cibo ne dormiva..il suo volto era diventato bianco come quello di un fantasma:

“Sire” disse uno dei tanti cavalieri a cui era dato il compito di sorvegliare le mura e la corte di palazzo.. “Sire, la prego si riposi, mangi qualcosa, tutto il popolo é in pensiero per la sua salute, cerchi di riprendersi..”

Il  Re, si girò piano verso il suo cavaliere, che, rimase terrorizzato nel vedere il suo volto, esso non aveva espressione, a guardarlo un vento gelido sembrò entrargli dentro,
poi il vecchio Umi bisbigliò qualcosa al suo buffone di corte e lo fece mandare via..
Tutto aveva perso senso e colore da quando la sua piccola Kitsune era scappata senza piu tornare..e piu passavano i giorni, piu la vita del Re diventava fievole e sottile come un ago,
avrebbe dato via tutti i giorni della sua vita per rivedere il suo sorriso ancora una sola volta, sentirla ridere o accarezzarle i meravigliosi capelli dal profumo del mare..del suo mare, tutto sembrava ormai scritto nessuno trovava la sua prediletta finché un piccolo bambino fece il nome di un indovino..si chiamava Kashif ed era maestro d’arti oscure e bianche..ma nessuno lo vedeva da secoli..il suo nascondiglio non poteva essere visto da nessun essere umano dato il loro animo corrotto , solo gli animali infatti riuscivano a trovarlo, perché il loro spirito era puro come il nettare di ciliegio in marzo..

“Trovatelo” disse bisbigliando al suo buffone  il vecchio Umi;
“Il primo che lo troverà sarà ricoperto d’oro e diventerà il mio primo paladino”
cento dei suoi migliori cavalieri partirono alla ricerca in groppa ai loro destrieri ad ordine ricevuto.

Fuori dalle mura del castello intanto, Dino dopo aver corso per ore verso chissà cosa lo stesse guidando, si era fermato ai piedi di una grande cascata fuori dalla città,
ai piedi di un enorme masso levigato con ombreggiature brillanti color smeraldo,
attorno alla cascata danzavano lucciole di tutte le forme e colori, ovviamente prevalevano quelle color zaffiro che tracciavano linee bluastre prima del crepuscolo, gli altri animali quali conigli appena schizzati e volpi dalle nove code eran tutti intorno in silenzio a fissare quello spettacolo di luci pirotecniche..

Orione arrivò qualche minuto dopo sfinito ormai senza fiato, si fermò li vicino e cadde in ginocchio di fianco al suo compagno di corsa.. tutto sudato :

“Dino dove mi hai portato?” ma il cane non rispose era li fermò immobile come una statua d’improvviso dai suoi occhi colmi di luce usci fuori un raggio dorato che penetrò all’interno della cascata e con estrema sorpresa di entrambi rilevò a loro l’ingresso di una caverna sotterranea..

“Scusa se non ho creduto in te fino in fondo amico mio..ora andiamo..”

Intanto sulle rive dell’Isola,  Kitsune e Prisma stavano aspettando da un pò il ritorno di Orione, giocavano da giorni e il piccolo umano iniziava ad aver paura che non avrebbe mai piu rivisto il suo compagno sciamano..

“Chissà dove si é andato a cacciare questa volta, starà bene? E dino?”

Kitsune non conosceva ne l’uno ne l’altro..si era molto divertita a giocare con Prisma,non aveva mai visto degli occhi cosi pieni di vita, cosi vivi, cosi cristallini, sembrava che da un momento all’altro dovesserò uscire fuori balene e delfini da essi..ci si tuffava letteralmente..decise che non sarebbe tornata indietro, si era stufata della vita a palazzo,
odiava suo padre, cosi disse a Prisma:

“Posso salire con te e Orione sul vostro veliero quando tornerà ?”

Prisma che era piu grande di lei di un anno rimase paralizzato dal suo sguardo,
anche se era un bambino infondo ciò che é bello é bello sia per un bimbo che per un adulto..ma tralasciamo questo discorso per un’altro libro..
Le disse di si senza pensarci due volte d’altronde era tutta sola non aveva un posto dove stare, e il nostro eroe aveva un cuore cosi grande che ci potevi dormire in 5 sopra senza star stretto..

La notte arrivò ancora, e i due si diresserò sottocoperta per dormire, Prisma preparò per se un amaca di pelle di Zaffirone un incredibile libellula che perdeva pelle ogni giorno sottoforma di ali in zaffiro morbido Orione gliene aveva parlato e aveva gia preparato tutto l’occorrente..il piccolo era davvero bravo a costruire le cose quindi in un oretta, con qualche caduta e un graffietto o due..finalmente riuscì a sistemarla..
Kitsune la sistemò sul suo letto, o almeno quello che usava Orione, di fianco ad esso troneggiavano papiri e mappe di antichi mondi inesplorati e quadri di belve dai mille volti..

“Non mi lascerai da sola vero?” disse un pò impaurita da tutte quelle cose la principessa,
Prisma sorrise e fece cenno di no e disse:

“Tranquilla quando arriva la sera il soffitto si trasforma in un cielo stellato..sembra di stare stesi in riva al mare, non puoi sentirti sola..”

E detto questo spense la lampadina a lucciola del suo comodino, la bestiolina stanca si stese sulla finestra e anche lei si fece comoda comoda un letto alla bene e meglio..e si addormentò..fra i canti dei gabbiani e la danza delle onde..

Ma due occhi vispi non si erano ancora chiusi, attendevano solo che la notte arrivasse per cercare ciò che li avrebbe appagati..

Se vi é piaciuta la parte o la favola fino ad ora condividetela ai vostri amici conoscenti parenti ragazzi ragazze persone vive o spettri! Insomma fatela girare grazie a tutti coloro che leggono ancora… un abbraccio Lord

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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