Prisma e l’avventura dentro il Quadro – parte 7-

Un macabro silenzio era calato dopo il discorso del vecchio spirito alla bestia,
il grande Leone ora lo osservava impassibile,
i suoi occhi di smeraldo erano così pieni d’ira e sete di sangue,
che da verdi si tramutarono in rossi rubini-

Dino si mise di fronte al vecchio abbaiando per proteggerlo,
ma con un solo sguardo, la belva lo catapultò via da se, senza nemmeno toccarlo,
guaendo tornò dal suo padrone, che nonostante la grande rabbia che provava,
non poteva far nulla, il creatore era ancora troppo forte..

“Presto Prisma dobbiamo andare, prendiamo il carro di Egeo e torniamo alla nave!”

Prisma non rispose, era in piedi paralizzato, era la prima volta che i suoi occhi vedevano un animale così meraviglioso, sembrava che avesse una pelliccia di fuoco,
e tutto l’avvolgeva, ma mai si estirpava, quando ruggiva, le fiamme aumentavano,
ma nonostante il suo aspetto, Prisma non sentiva alcuna paura,
avrebbe voluto accarezzarlo, stringerlo a se, e fermare quell’inferno che lo bruciava e lo rendeva un cieco schiavo del suo istinto..

Era come ipnotizzato, non si accorse nemmeno che il Leone era ormai vicino al suo collo,
quando Egeo, con un veloce movimento dello scettro impedì alle sue zanne di ucciderlo,
il piccolo bambino svenne dalla paura, lo spirito gettò Prisma fra le braccia di Orione:

“Ora andate e non voltatevi mai..i fuochi fatui vi indicheranno la via..buona fortuna giovane sciamano, addio..”

Orione si inchinò di fronte ad Egeo, e fuggì via come il vento:

“Ora, siamo solo io e te maledetto demone”
disse l’anziano guardiano, e il Leone si avvicinò leccandosi i baffi con passo felpato-

“Guardati, guarda in cosa ti sei trasformato,
una bestia assettata di sangue, che non riesce a distinguere il bene dal male!”

I primi colpi assestati erano troppo veloci per l’antico spirito, il creatore poteva uccidere chiunque, non importava se eri un fantasma, o una persona normale..lui aveva libero arbitrio su ognuno di loro..con fatica, Egeo cercò di fermare alcuni colpi, ma già ansimava:

“Un tempo ricordo che eri proprio come quel giovane ragazzo, eri libero, eri giusto, eri connesso con ogni universo, ed ogni sua creatura..in equilibrio con terra e cielo, eri la bilancia che teneva vivo questo mondo,il tuo mondo!”

la belva azzannò una delle braccia dello spettro..i suoi occhi fendevano la nebbia del labirinto come una sottile lama d’argento..a nulla servivano gli sforzi di Egeo:

“Ed ora per colpa di una ninfa, un’amore che ha trafitto il tuo cuore,
sei diventato schiavo della carne, schiavo del tuo stesso potere,
credi che uccidendo ogni essere riavrai indietro ciò che hai perso?”

Il leone si fermò, e per un attimo tutto il labirinto cadde in un inaspettato silenzio,
il fuoco sparì e quel corpo di belva si trasformò in un bambino in lacrime:

“Non é vero, io non ho perso niente, é stata lei a farmi piangere,
io volevo solo ridere, volevo solo giocare!” -singhiozzava stringendo i pugni contro gli occhi gonfi di gocce..

Egeo si avvicinò, e nonostante le profonde ferite inferte, abbracciò con dolcezza il bimbo:

“Francesco, ricordo bene la luce che sprigionò il tuo cuore il giorno che la incontrasti la prima volta, ricordo bene la gioia, e i tuoi occhi, oh come splendevano..ma devi accettarlo,
il tempo passa per tutti, e tu non appartenevi al suo mondo..era ovvio che sarebbe andata così..é inutile continuare a portare dolore..ricordati chi sei, risvegliati!”

Il bimbo lo spinse via da se, e corse via, ai piedi della sua stessa tomba dove il corpo del suo io uomo riposava..:

“Tu non puoi capire! NESSUNO PUO CAPIRE!” era adirato, ma qualcosa attirò la sua attenzione, qualcosa mancava in quella bara :

“Qualcuno ha rubato la mia rosa, dov’e la mia rosa di Cristallo? Chi é stato a rubarla? Chi? DIMMELO STUPIDO SPETTRO!”

Ad ogni parola che pronunciava il suo corpo cambiava forma finché le fiamme non lo ricoprirono del tutto..

“Chiunque sia stato pagherà con la sua stessa vita quest’affronto”

Egeo chinò il capo e lo scettro di rubino, mentre l’intera isola osservava senza proferir parola:

“Son stato felice di rivederti per l’ultima volta Francesco..ora puoi uccidermi..il mio compito é finito..”

E con feroce furia il Leone strappò da lui ogni colore che aveva..si lecco le labbra..e sparì nell’oscurità da cui era venuto.

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cosa succederà ora?  Presto l’ottava parte, grazie per aver letto!-

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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