Gli Occhi del Gatto

Nei boschi che delimitano il regno dell’essere,
ho perso la via, l’amore e poi,
col furore di mille fiamme indomite negli occhi,
ho bruciato ciò che rimaneva di me stesso,

tenevo stretto nel palmo quel mio cuore,
che tante storie aveva cantato al mare,
ed ora cadeva dalle mie mani,
come foglie congelate dal vento di dicembre,

“E ora dove vuoi andare?”

dall’alto d’un ramo
un gatto di pelo corvino mi guardava fermo,
solo gli occhi s’intravedevano fra i rami illuminati dalla luna piena,

“Non lo so, il più lontano possibile da me stesso, credo..”

il gatto rimase immobile,
i suoi occhi sapevano leggere dentro i miei,

“Perché vuoi lasciare te stesso?”

quelle parole mi terrorizzarono,
come se una parte della mia memoria cancellata per mia scelta,
fosse riaffiorata dall’acqua che l’aveva inghiottita,
per un secondo mi girò la testa..

“Perché quel corpo non sono io, é solo carne, dubbi, ed atroce sofferenza..
quel corpo era solo un peso,
ora lasciami camminare,
la strada che mi attende é lunga..”

Non feci in tempo a guardare in alto,
che già l’ombra più non si trovava,
era sparito,
e con lui quell’uomo che una volta ero io..

Il sentiero fra gli alberi era sottile come labbra d’un’amante veneziana,
e più andavo avanti più i ricordi che mi tenevano stretto alla terra,
si perdevano o prendevano la forma di ciò che ricordavano,
e tentavano di fermare i miei passi in qualsiasi modo possibile,

“Non andare, la troverai solo dolore, vieni con noi, noi ti vogliamo bene”

voci assordanti giravano nella mia testa,
parole che un tempo avevano il profumo dell’amore più vero,
ma ora come coltelli affilati cercavano di tagliar via il mio respiro,
oscurando la via del mio risveglio,

“Le senti?”

riapparve dalla nebbia il gatto,

“Sai cosa succederà se quelle voci ti raggiungeranno?”

gli feci cenno di si con la testa,
sapevo,
forse avevo sempre saputo,
per questo avevo abbandonato il mio corpo,
solo il mio spirito poteva camminare fino alla luce, fino alla verità,
fino al centro dell’universo, la culla dell’esistenza;

“Non smetteranno mai di inseguirti se continuerai a scappare”

mi fermai allora,
ero circondato,
milioni di stridule voci, milioni di demoni,
tutti con lo stesso volto bianco,
m’osservavano in silenzio,
senza muoversi d’un passo;

“Finché avrai paura di loro, loro esisteranno..loro si nutrono delle tue paure”

il gatto si avvicinò, si mise di fianco a me e disse;

“Guardali negli occhi, e loro svaniranno”

mi calmai e presi coscienza,
aprii gli occhi,
e tutto svanì,
il bosco,
la nebbia,
gli spettri,
e il sentiero..
rimanemmo solo io e il gatto..

“Ora non avrai più limiti,
ti aspetterò aldilà del fiume,
arrivederci grande anima…

arrivederci”

Grazie

Francesco Nori

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
Questa voce è stata pubblicata in Creazioni di Pladis e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...