La favola del vecchio Maestro Umi

Un sole pigro s’alza lieve illuminando d’una luce bianca e soffice la riva d’un meraviglioso fiume,
li fra gli alberi di pesco e l’acqua viveva un anziano viaggiatore, solo l’età era riuscito a fermarlo fra quelle valli lontane,
ogni mattina si svegliava poco prima che i primi raggi scivolasserò giù dall’orizzonte come miele o come rugiada fresca,
salutava per nome tutti gli esseri gli alberi e a volte parlava anche con loro, molte eran le cose che aveva imparato viaggiando.

I bambini del villaggio vicino ogni giorno dopo esser tornati dalle montagne per cacciare
o per affinare la loro tecnica con la spada di legno,
passavano spesso dal vecchio per farsi raccontare una delle sue tante avventure,
impazienti e pieni di energia erano i loro occhi, tutto si poteva leggere da essi.

il vecchio non diceva mai loro di no,
li faceva accomodare attorno a un tavolo di legno di quercia di forma rettangolare,
i bimbi ringraziavano con un inchino e si sedevano in ginocchio tutti in silenzio mandandosi occhiate veloci ed eccitate,
ogni storia era una lezione diversa per loro, un esperienza nuova.

Quando per ultimo il saggio si sedeva
e posava con garbo la tazza ormai vuota e fredda sul tavolo,
iniziava con calma a sfogliare le pagine di quel passato dorato
che lo aveva portato sino ai piedi della montagna blu:

“Avevo all’incirca 18 anni, un grande cuore riempiva il mio respiro di bellezza,
mi perdevo nei meandri di boschi aldilà del confine dove abitavo con la mia famiglia,
e quando ritornavo
al tramontar del sole
ogni sera dipingevo con pazienza i frutti ch’avevan colto i miei occhi,
e poi m’addormentavo come un bambino fra le braccia della propria madre..” ;

riprendeva fiato con un sorso di thè freddo..
sorrideva pieno di luce verso i suoi piccoli ospiti 
tirò fuori da sotto il tavolo una grande tela,
con delicatezza la mostrò ad ognuno dei bimbi

eran boschi ed animali colori vivi e saturi di una verità tutta sua

“Ogni sera nel sonno il grande spirito della terra mi veniva in sogno,
a volte aveva forma di cigno, a volte di cervo, e a volte di gatto,
era sempre circondato da una chiarissima luce e da un aura benevola,
che a sol vederla placava qualsiasi furia odio o rancore dell’animo umano..”

uno dei bimbi fermò l’anziano viaggiatore per fargli una domanda,
lui annui sorridente di proferir pur parola senza paura alcuna:

“Maestro Umi, ma non aveva paura di lui?
Perché non scappava da quelle visioni?”

molte volte i passanti lo chiamavano Maestro, e questo faceva sempre ridere da sotto la grande barba il vecchio,
lui che aveva abbandonato le parole e i loro limiti per abbracciare la Via che il fiume gli aveva insegnato,
per questo lo chiamavano Umi, Umi in giapponese voleva dire Mare, e secondo molti,
quel vecchio profeta doveva essere un figlio del grande blu.

“Perché sarei dovuto fuggire? Scappi tu forse dall’abbraccio di tua madre?
Lo spirito parlava al mio cuore con una voce soave, ed ogni volta,
insegnava al mio essere nuove vie..finché..una sera..mi disse
-Dovrai partire domani mattina, segui il vento, esso ti porterà là dove potrai trovare la pace perpetua”

Un altro dei giovani discepoli si alzò in piedi e disse:
“Maestro poi riuscì a trovar quel che cercava?”

Il vecchio rise forte, tossendo a tratti,
prese il suo bastone da passeggio ed apri la finestra:

“Guarda, ecco la pace,
guarda il fiume,
guarda il cielo,
gli alberi accarezzati dal vento,
il dolce suono degli uccelli quando il sole bacia l’acqua al mattino,
di tutte le cose al mondo questa per me é la più preziosa,
ho impiegato tutta una vita per trovarla,
ma alla fine eccola proprio qui davanti ai miei stanchi occhi..”

il vecchio rimase seduto in silenzio
a guardare il cielo fino a che tutti i bambini non furono usciti,
l’ultimo di loro s’avvicinò curioso per porgli un’altra piccola domanda,

“Maestro cos’e la pace interiore?”

ma non ottenne nessuna risposta..
Il vecchio sorrideva col capo chino anche se il suo cuore aveva smesso di battere,
i suoi occhi ancora brillavano di quella luce che aveva illuminato la sua anima,
il bimbo lo baciò sulla guancia se ne andò chiudendo dietro di se la porta..
per poi correr via fra gli steli come i raggi del sole
che ora
stanco della lunga giornata
tramontava maestoso all’orizzonte..

 

 

Grazie

 

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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