Il Sogno di Agosto

“A che pensi?”

disse lei guardandomi con i suoi due occhi scuri,
eravamo stesi in una grande valle al di là della realtà, lei si divertiva a contare le punte delle margherite e a pormi domande a cui non sapevo dare risposta alcuna..

“Non lo so, i miei pensieri non stanno mai fermi, corrono come lepri,
o cambiano colore e forma..perché me lo domandi?”

il cielo era pieno di blu,
come dipinto di un immortale tela, perfetta in ogni suo angolo, lei sbuffò..

“Come sei noioso, almeno una volta potresti dirmelo..o vuoi fare il filosofo, l’eterno incompreso col muso lungo per tutta la vita?”

sorrideva, mi prendeva in giro con dolcezza, attorno a noi non c’erano voci,
non c’erano persone, solo steli e un infinito mare d’erba incolta e profumi,
questa volta non le risposi, per gioco, osservavo le nuvole, le farfalle e le coccinelle volarle vicino, aveva un viso così bello quando non riceveva risposte..

“Dai, rispondimi..tanto lo so a che gioco stai giocando, ti pare giusto far così proprio ora?”

le sue labbra color di ciliegia soffici petali portati dal vento..la persi di vista giusto un attimo e scomparve fra i campi di fiori..

“Non andare sciocca, non sappiamo cosa ci sia aldilà di quel confine!”

cominciai a correre anche io verso di lei a piedi scalzi, e fu giorno, fu notte,
o entrambe, l’universo era un pigro gatto nero che sbadigliava fra i cespugli di quel limbo senza spazio ne tempo..poi senti di nuovo la sua voce

“Non lo sai, o non lo vuoi sapere?”

un attimo era li a due passi da me, poi un attimo dopo lontana per colline, e mari, come se fosse trasportata dal vento stesso..

“Non prenderti gioco di me sai? Appena ti prendo vedrai che ti faccio scema..”

la sentivo ridere fra le fronde, finché non arrivammo ai bordi di un lago circondato da tantissime piccole lucciole, era notte, non mi sentivo stanco, anche se a ben ricordarne l’avevo rincorsa per anni che in quel momento mi sembrarono poche ore d’un pomeriggio..

“Non l’hai ancora capito..?”

camminò, passo dopo passo fino al centro del lago, e si stese vicino a qualche ninfea, faceva girare attorno alle dita collane di lucciole, l’acqua sembrava amarla quasi come s’ama una figlia..io m’inchinai di fronte al lago, in segno di rispetto verso l’antico spirito che un tempo portava il mio stesso nome, e poi le chiesi con un filo di voce..

“Che cosa non ho ancora capito, illuminami..te ne prego..”

sentivo crescere un dolore sempre piu forte ad ogni parola che usciva fuori dalla mia gola..
Lei venne verso di me mi prese per mano..

“Non avere paura..affida la tua anima a me e seguimi..”

allora anche i miei piedi toccarono la superficie del lago, senza sprofondare,
arrivammo al centro, e ci sedemmo l’uno di fronte all’altro..
lei sorrideva..

“Questo é solo un sogno vedi , io e te non ci parliamo da anni oramai..
ma i nostri spiriti sapevano, e sanno di essere uniti da qualcosa che va oltre
questo corpo, qualcosa che tu ed io ricordiamo bene..”

e lì mi prese il viso con la mano sinistra e mi baciò..e mi ricordai tutto..
il mio cuore batteva cosi forte che non riuscì a dirle nulla..non riuscivo più a parlare..

“Non servono parole e lo sai meglio di me, perché non mi cerchi più?
Perché hai permesso al tempo di alzare un muro cosi grande fra di noi?”

piccole lacrime cominciarono ad uscire dai miei occhi,
quel dolore ora prendeva forma in quelle gocce e riversandosi nel lago formava cerchi nell’acqua e le lucciole ci danzavano attorno..non riuscivo a fermarle..

“Non far così, o dio, per quanto ancora dovrai esser cosi cieco?
Ricordi il nostro primo bacio? Lo ricordi?”

feci cenno di si con la testa..lei mi prese fra le sue braccia come si prende un bambino..e continuò piano..

“I nostri cuori quel giorno si sono toccati..per questo ogni volta che uno di noi due scompare dalla vita dell’altro sentiamo come se ci mancasse una parte di noi stessi..
per questo mi vieni a trovare nei tuoi sogni, e anche io..”

il silenzio ci circondava..poi..
lentamente dal volto ai piedi cominciò a tramutare in acqua..

“Il mio tempo é scaduto amore..non dimenticare ciò che t’ho detto..apri gli occhi del tuo spirito, io ti aspetterò..lo sai che ti aspetterò..”

dopo che ebbe finito di parlare l’acqua m’avvolse a se..

“Non andare, non ora non puoi!”

sprofondai nell’oscurità del lago…
e proprio un attimo prima di annegare..
anche se il desiderio di abbandonarmi ad esso era grande..

riaprì gli occhi e mi ritrovai in camera mia,

il sogno era finito.

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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2 risposte a Il Sogno di Agosto

  1. Ele ha detto:

    Sempre meravigliose le tue storie.. ho visto ancora il tuo spirito stasera, ed è bellissimo.

    • darthpladis ha detto:

      Ti ringrazio Ele, ma sto lavorando a delle storie ancora piu belle, punto a concludere un libro di favole entro fine anno 🙂
      Ti consiglio di leggere anche il Pittore dei Sogni.. ciao 🙂

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