Introduzione al Gesto

Io che cammino e un immagine chiara,
strade, le stesse,
le stesse parole,
le stesse persone,
guardo per terra, tutte le mattonelle si staccano, ognuna va per conto suo, ed io mi siedo sopra una di esse.
 
Come se un incredibile sincerità mi avvolgesse ora,
che non ho piu nulla da tenere stretto,
 e forse non l’ho mai avuto, se non hai un cuore non puoi pensare di stringere qualcosa e provare, o almeno capire che stai stringendo qualcosa e dandogli un senso.
 
Dare un senso, a tutto.
 
Le mattonelle si inarcano per tutto il cielo, in mezzo alle case, in mezzo agli alberi, in mezzo alle nuvole dietro e sopra il sole, davanti alle piste dell’universo, e la mia ora si sta fermando sopra un isola d’un mare chiaro, credo sia uno di quei ricordi veri, che non ho mai voluto accettare, e non mi andava di finire qui sopra.
 
A fianco a me Gionata(detto anche apprendista numero 18 o Jonny), sta mirando il cielo e dipinge persone che regolarmente finiscono in mare urlando come se stesserò pregando, mi guarda intinge il pennello dentro la sua fantasia, e disegna nell’aria, l’aria che disegna diventa ossigeno e ne fuma nella pipa, io gli do una spinta e lo saluto, parto.
 
Perché?
 
Perché voglio toccare l’anima del mondo.
 
Perché?
 
Ma perché sono nato dentro un vasetto di curiosità, e alla fine tutto cade li, e io voglio immergermi li prima di finire davanti ad un tabellone dove c’e scritto "Condoglianze alla famiglia", e allora lascio a Jonny il coraggio per dipingere la sua vita e parto per davvero.
 
 
Arriva la sera, piano, naturalmente, come ogni giorno, piano,
e le mattonelle cadono in un senso di vuoto, come se si sentisserò svenire, io non mi muovo dalla mia,
aspetto,
con tanto silenzio di musica nelle orecchie che anima persone senza futuro e senza passato,
aspetto.
 
Eccola,
la fermata e uguale alle altre, cambia solo perché e uguale, se non lo fosse non potrebbe cambiare, quindi?
 
Ora arrivano sempre quei momenti in cui devo tenermi la testa, con la mano destra, e tutto si cancella,
sparisce tutto,
e rimango solo io con tutto il buio,
alcune voci,
alcune immagini,
mai troppe,
solo alcune,
come tante carte da gioco, come tanta carta di vetro intonacata,
che poi sbaglio sempre a descriverla,
ma non capisco lo stesso.
 
Tutto e un costante movimento,
e non c’e che gioia avversa quando si cercano risposte, le si trovano sempre appese a qualche persona,
 
ma io non ne vedo mai una che sappia rispondere nel modo giusto.
 
E allora perché non hai studiato Inglese?
 
Ma che ne so Jonny, andiamo va.
 
 
 
 

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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