Ricordavo

Non ho creato che nulla,
il mio stesso terrore, ora, mi culla,
il mio nero, dentro ogni viso,
il cimitero delle menzogne,
avevano braccia,
avevano tutto,
baciavano i fiori,
i fiori appassivano, in segno di lutto.
 
Ogni amore,
nel cuore del cielo,
nasceva sincero, dal velo, il primo,
nasceva,
dal nero il secondo,
essi inondarono il mondo.
 
Del chiarore io mai,
mai ne approffitai vero,
sbagliai?
Credo.
 
Deserto,
sono quelle lunghe gambe nude,
distese nel cielo d’un vergine bianco.
 
Deserto,
e io vagavo, crudele avaro del bisogno,
generoso con l’opportunità,
premuroso di un sogno,
dall’incubo scappavo,
senza ritorno.
 
Deserto,
e ballavano le parole nel cielo,
tende placide,
che vagavano unite, da una sottile membrana di calce,
le bocche farcite,
tutto era fuoco.
 
E del fuoco,
che bello ch’era,
danzava fra mani di gigli,
e dei gigli rubava risata sincera.
 
E del fuoco, bel foco bello,
ricordavo il cuore,
sopito dopo soave ritornello.
 
 
Lord Pladis
 

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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