Il Cielo di Claudia

Claudia bambina di segno dolce, si appoggiava all’altalena dei suoi 7 anni, si lasciava dondolare piano, mentre la gonna di un rosa accennato mischiato ad un bianco fresco la facevano somigliare al sogno di una cometa d’estate, piano, osservava il movimento delle nuvole che trasparivano all’ombra dei suoi occhi in rugiada bagnati.
Claudia viveva ai margini dell’impossibile, dove il verde dell’erba non poteva che nascere fresco ed alzarsi come grandi braccia, si chiedeva spesso perché viveva li,
ma il tempo e il tepore dei biscotti della Nonna le facevano sempre dimenticare anche le domande piu importanti che si poneva sempre, prima di salire di nuovo, ogni mattina sopra la sua altalena..
 
Faceva volare il suo sorriso, per quello che ne sapeva, ogni volta che era triste, o non riusciva a sorridere, le bastava salire li sopra per vedersi aprire di gioia dal vento.
 
Claudia amava raccogliere fiori da un lago di stelle, le sere in cui sua Nonna si addormentava presto, scendeva dal letto in paglia con risvolti in cotone per non farla cadere e per tenerla al pulito, dicevo, scendeva con il suo pigiama bianco che le arrivava alla punta dei piedi, per andare la, la lontano dove il Lago dormiva.
 
Claudia amava raccogliere fiori da un lago di stelle, ci camminava sopra toccando in modo soffice la punta di ogni morbido pistillo,
lei non capiva come ci riuscisse, ma molti Gufi e animali notturni la guardavano danzare sopra il lago la notte, e tutti al loro modo, si innamoravano di lei..
 
Ogni volta, ritornare a casa era triste per Claudia, voleva cosi bene a quel sapore di magia che sentiva come un bisogno sfrenato di non smettere mai,
sua Nonna, che la vedeva sempre con la testa fra le nuvole, le si avvicinò e le chiese:"Bambina mia, che cosa ti passa sempre per la testa si può sapere?"; Claudia a volte non rispondeva neanche, tanto era lontana da li, che nemmeno sentiva il rumore del sugo che cadeva sul suo vestito viola, e la Nonna gridava, ma poi l’abbracciava forte, come solo l’amore ti può abbracciare, e Claudia rispondeva inonondando di piacere i suoi occhi.
 
A volte capitava di rado, ma a volte, passava di li un forestiero, un cantastorie, un tipo che viaggiava troppo, malandato, non si ricordava neanche chi era, pensava la Nonna di Claudia, però quando passava lei s’agitava a tal punto che la vedevi sorridere anche se piangeva, si stendeva sulle ginocchia di quel vecchio, composto da una barba ispida ma pulita, era proprio un buon uomo.
 
E ogni volta capitava la stessa storia del mese scorso, dovevate vedere gli occhi di Claudia quando la raccontava, un esplosione di stelle, una miriade di colori, secondo me ci si poteva anche abitare dentro i suoi occhi, ma io sono solo un narratore..lasciatemi perdere a me, pensiamo alla storia.
 
Dicevo.
 
La storia che Claudia ascoltava era una storia d’Amore, che cos’era l’Amore?
Claudia se lo chiedeva spesso, si metteva sull’altalena apposta, aveva sette anni, ma si chiedeva cos’era l’Amore, per giorni e sere scappava da quei pensieri, ma ogni volta che pensava di essere abbastanza lontana per respirare aria nuova, l’Amore tornava e la prendeva per mano.
 
"Nonna, nonna.." correva inciampando sui passi, Claudia, voleva parlarne con la Nonna di questi pensieri ma cosa gli avrebbe risposto?
 
A sentire quella domanda la Nonna arrossì tutto d’un colpo, guardo bene gli occhi di Claudia, come teneva strette le mani serrate le labbra, incrociate le gambe che agitava perché non riusciva a trattenersi dal muoversi, cosa le avrebbe detto?
 
"Nonna che cos’e l’Amore?" le chiedeva ogni giorno agitandole la sottana lunga e sgualcita, vecchia ma pulita, vecchia e malandata, però bella, quando faceva QUELLA domanda, lei faceva finta di non sentire e o andava in bagno, o a cucinare cose pericolose così da trovare una buona scusa per dire a Claudia di andar fuori a giocare con il tempo.
 
A Claudia dava fastidio non sapere cosa fosse l’Amore, e sbuffava toccando la superficie del Lago magico che le piaceva cosi tanto baciare con i suoi sogni, o semplicemente con un suo sguardo, chissa se l’Amore era buono da mangiare?
 
"Magari…": pensava Claudia
"Magari ha il sapore piu buono di ogni dolce che esiste a questo mondo!" e sguazzava acqua dappertutto sorridendo alle foglie che cadevano dagli alberi  solo per vederla sorridere o per accarezzarle i capelli:
"Magari e caldo come lo stufato della Nonna che appena lo assaggio..blah..no.." e smetteva di parlare per ore, che sembravano giorni.
 
Per non sentirsi troppo triste, Claudia ballava sulle ninfee e tagliava il cielo aprendo semplicemente un occhio dei suoi due, il terzo l’aveva dentro di se, il cuore di Claudia..
 
Infatti il cantastorie le diceva sempre toccandole i capelli in un modo quasi paterno con una voce che ricordava il sorgere del Sole:
"Ognuno di noi bambina, ha due occhi per vedere, e uno, un’altro molto speciale…" le diceva ridendo perché coscente che avrebbe fatto una faccia stranissima appena l’avesse sentito dire:
"E dov’e, cos’e, com’e, come funziona, come mai io non lo sapevo che c’e l’avevo?" parlando alla rinfusa gli chiedeva sempre mille cose, ma lui ridendo, come un Inverno senza sole, le rispondeva:
"E il tuo cuore, e il tuo terzo occhio, può vedere solo un’altro cuore quell’occhio, e se avrai la fortuna di poterlo usare almeno una volta nella tua vita, saprai che cos’e l’Amore.." alche Claudia faceva certe sbuffate, che sembrava diventare una nuvola di pioggia, metteva il broncio a tutto il cielo, e si chiudeva a disegnare angoli di se stessa nella sua camera.
 
 
Claudia non riusciva a dormire, apriva gli occhi di colpo come se stesse cadendo da un precipizio, fuori cadevano le stelle, coprivano tutto il  cielo di righe bianche, bellissime emozioni di un Estate che le sembrava non finire mai, s’appoggiò alla finestra, tirò fuori il pensiero piu bello che aveva, e trovò la risposta al suo problema.
 
Avrebbe dato al cielo i suoi occhi, cosi trovare l’Amore non sarebbe stato difficile da trovare..
 
E cosi gli occhi di Claudia diventarono il nostro cielo, le stelle ogni piccola cometa, pianeta che vediamo, sono i suoi occhi..che ci guardano..dall’alto..
 
L’avrà trovato l’Amore?
 
Io credo di si..
 
 
 
Disse il cantastorie, e se ne andò cantando una canzone che solo il Lago conosceva.
 
 
 
Fine
 
 
 

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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