La matrice

A grandi passi smorzati il giovane Fillow si dirigeva verso la costa murata, goccioloni di rabbia gli uscivano dagli occhi aveva tanti pensieri per la testa ma c’è ne era uno che dominava il suo istinto:VENDETTA
Correva a perdifiato il sangue scorreva veloce dal cuore alla testa e arrivato alla gola fece ansimare fillow che si fermò davanti alla porta di dogana a respirare un po, tornato in sè prese fuori una sigaretta l’accese e piano cominciò a fumarsela, si sedette per terra aprì il suo zainetto in vinile bianco azzurro e tirò fuori una puntala era un scala che si lanciava come un dardo da una cerbottana si attaccava al muro e si srotolava velocissimamente senza far rumore arrotolata e messa dentro il tubicino fillow la sparò fuori insieme a qualche soffio di n80.
Toccato il muro la puntala si srotolò e fillow si arrampicò su di essa annaspando tra il primo e il secondo scalino erano sempre quei primi due che davano noie al programma!
Arrivato in cima si nascose dietro ad una colonna tirò fuori una corda di metallo liquido modellato in modo da rimaner fluido sempre leggero e fresco al tatto era lungo tipo 1metro sarebbe servita a distruggere il bot di sorveglianza che faceva la guardia li da tempo, lo aveva avvertito il vecchio e lui non avendo paura di un bot antiquato e malridotto decise di affrontarlo lui stesso!
Proprio mentre pensava a quel brutto muso bionico un grande occhio rosso lo stava puntando alle spalle, con le grandi braccia si aggrappo alla colonna dall’alto cominciò ad avvicinarsi piano senza far rumore  come un pezzetto di pane che cade dal tavolo.
Fillow tremava, tremava pensando alla scena raccontategli dal nonno da li sopra si vedeva tutta la spiaggia, si chiamava veramente così?
Era da quel punto che il bot aveva sparato smise di tremare e impugnando la corda si girò di scattò e traforò l’occhio rosso del bot e con esso tutto il bot un piccolo scoppio e poi di nuovo silenzio e vento che scompigliava i capelli ricci di fillow, ripose la corda nello zaino e si diresse verso la spiaggia.
Il vecchio gli aveva raccontato che a ovest del oceano atlantico tre grandi fogne erano state erette molti anni fa prima del sollevamento delle terre, raccoglievano tutto lo smog e il materiale non idoneo alla completa naturalità dell’ambiente e la polverizzavano.
Fillow voleva salvare il corpo della sua ragazza spirata per un bot ormai defunto, voleva salvarlo per dargli quella dignità che meritava.
Per fermare il processo di polverizzazione e quindi salvarla fillow doveva trovare la matrice che era il motore o che dir si voglia la benzina delle tre fogne del cielo, non aveva tempo da perdere, apri il suo gommone portatile blu scuro accese il motore e si diresse verso ovest.
 
 
Dietro di lui un vecchio bot riunì tutte le sue forze e diede l’allarme, un suono orribilmente acuto tuonò per la grande città, qualcuno aveva sorpassato le mura quel qualcuno doveva morire!

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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Una risposta a La matrice

  1. Lilith ha detto:

    noriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii..grandissimo ..ora sarà da mettre un po\’ a posto sta storia in senso grammaticale..xDxD..però nn c\’è male ..veramente nn c\’è male..continua così!!!!!! YE alla faccia della bernardini..ke l\’ira di brando possa trasformare la sua faccia da provola in un provoloneeeee!!!!!!!xD
     

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