La storia del punk

Il punk nasce musicalmente, traendo le sue radici dal rock’n’roll, nei primi anni del 1970 come reazione al business incondizionato delle case discografiche, ottenuto sfruttando la musica popolare: i primi gruppi nascono negli Stati Uniti, principalmente nelle zone di New York e di Los Angeles, ma prima che questi si possano affermare vengono seguiti dalla nascita di altre band in Inghilterra. Proprio in quest’ultimo paese sono presenti in maniera più forte le cause che hanno dato vita al punk: qui gran parte del settore musicale in questo periodo è controllato da pochissime grandi case discografiche, che non solo producono le registrazioni, ma fabbricano anche i supporti musicali, come nastri e vinili, ed alcune persino li vendono direttamente al pubblico tramite negozi di loro proprietà.
Ma le case vogliono potere vendere i loro artisti anche all’estero, e questi perciò, per ottenere un contratto sono costretti a parlare, nei loro testi, di situazioni comuni ed universali, come ad esempio l’amore, ma senza riferimenti di luogo, non potendo così parlare delle condizioni sociali e politiche locali, che soprattutto in Gran Bretagna in questi anni sono oggetto di forti contestazioni. Inoltre sta prendendo piede la musica pop – fatta di suoni diversi dai classici strumenti del rock (basso, batteria e chitarra) – , riproducibile dal vivo, in quanto il pubblico vuole sentire ai concerti brani rigorosamente identici a quelli registrati in studio, solamente grazie ad apparecchi elettronici e personale aggiunto, che naturalmente fa lievitare i costi che il gruppo deve sostenere, permettendo così solo alle band già affermate di riuscire a continuare a vivere e rendendo la vita difficile alle nuove. Inoltre la nuova musica pop conta fortemente per la sua diffusione su programmi televisivi e riviste, che stabiliscono arbitrariamente successo e fallimento di un gruppo.
Da questa situazione trae vita il punk, che fa il primo passo della lotta contro lo sfruttamento della musica da parte delle major producendo e distribuendo album indipendentemente (il D.I.Y., "Do It Yourself", ovvero "fai da solo") e facendo tornare, dopo tanto tempo, i gruppi a suonare in garage e piccoli locali, a stretto contatto con i fans, invece che in grandi stadi davanti a migliaia di persone. Inoltre non conta sui mass-media, come televisione o stampa, per la sua diffusione, ma principalmente su un’imponente attività live e su giornali autoprodotti, le fanzines, oltre che sull’etica del D.I.Y..
Tra le prime punk band occorre ricordare prime fra tutte i Ramones, nati nel 1974, e i Sex Pistols, nati verso la fine dell’anno seguente, che rispettivamente da New York e dall’Inghilterra iniziano a diffondere il nuovo genere. Sono proprio quest’ultimi che per primi portano il punk alla conoscenza di un pubblico più vasto (ottengono un contratto con le major EMI e Virgin) e rivoluzionano l’idea comune del rock’n’roll, più che altro grazie alla crudezza dei loro testi ed ai violenti concerti live, piuttosto che per le innovazioni portate dalla loro musica.
La fine degli anni ’70, e soprattutto il ’77, è il periodo d’oro per la nuova musica: tanti ragazzi seguono le prime punk band formando nuovi gruppi, ma il movimento rimane ancora confinato negli U.S.A. e in Inghilterra. Con la nascita delle nuove band il baricentro del nuovo stile musicale inizia a spostarsi verso la costa ovest statunitense, in California, ma ancora New York e soprattutto l’Inghilterra mantengono il ruolo di vere roccaforti del punk: nella zona di Los Angeles nascono però gruppi come Black Flag, Misfits, Descendents, Bad Religion, Social Distortion, Circle Jerks e Dead Kennedys, mentre in Inghilterra i gruppi nati in questo periodo degni di nota sono i Clash, che peraltro sono tra i primi a sperimentare l’unione musicale di punk e raggae, creando così suoni più pop, i Buzzcocks, primi esponenti del vero pop punk, e gli Exploited.
In questo periodo, verso il 1980, nasce sempre a New York un nuovo stile musicale, un "sottogenere" del punk, l’hardcore punk, portato avanti da band come gli Agnostic Front, che ne diventano i principali esponenti. Sempre nei primi anni ’80 l’interesse per il punk cala, anche se in questo periodo riesce comunque a sfondare in paesi diversi da quelli d’origine come il Canada (dove nascono gli SNFU, considerati i fondatori dello skate punk); riesce a "produrre" band come NOFX, Vandals e Offspring, e a fare passare per la prima volta nel 1984 a MTV il videoclip di un gruppo punk, i Circle Jerks.
Negli stessi anni comincia però il suo declino, confermato dallo scioglimento di band come Misfits e Black Flag, e dalle difficoltà che quelle sopravvissute incontrano nell’andare avanti (i Bad Religion ed i Descendents si sciolgono e riuniscono, quest’ultimi più volte). Sempre in questi anni di declino, nasce lo ska, versione velocizzata del raggae, contenente però anche sonorità punk; e presto i classici strumenti del punk (basso, chitarra e batteria), che sono poi gli stessi dello ska, vengono accostati a trombe, tromboni e sax, dando vita ad un genere ibrido, lo ska punk, del quale tra i primi esponenti ci sono gli inglesi Snuff.
Verso la fine del decennio, nel quale il punk ha rischiato di scomparire, il genere rinasce: nascono band come Good Riddance, All (dai resti dei Descendents, scioltisi temporaneamente poco prima), Green Day, Operation Ivy (un gruppo prevalentemente ska, ma ormai i due generi vengono accomunati), i quali anche se vivono solo due anni giocano un ruolo importante nella rinascita, No Use For A Name, Mr. T Experience, Samiam e Pennywise. Alla fine degli anni ’80 dunque ha avuto luogo la ripresa del punk, ma questa si è avuta solamente negli Stati Uniti (e soprattutto in California, diventata il nuovo centro del punk): in molti altri stati infatti il genere ancora praticamente non esiste. Invece tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, il punk si diffonde anche nel resto d’Europa, seguendo la ripresa avuta in America: in Francia nascono i Burning Heads, in Italia i Punkreas, in Svezia No Fun At All, Satanic Surfers e Millencolin, in Olanda Heideroosjes e Undeclinable Ambuscade, mentre in Germania i Wizo esistono già dai primi anni ’80…
In questi anni l’ascesa del punk comunque continua anche negli U.S.A.: nascono band come A.F.I., Rancid, Ten Foot Pole, Lagwagon, Strung Out, Mxpx e Blink 182, alcuni peraltro portatori di generi musicali differenti da quelli già sperimentati e pertanto relativamente innovativi.
Agli inizi degli anni ’90 inizia anche a prendere piede lo ska punk: vengono a crearsi infatti varie punk band con una sezione fiati, come Voodoo Glow Skulls (che esistono dall’88, ma solo nei primi anni ’90 aggiungono i fiati) e Less Than Jake.
Ma il vero boom avviene nel ’94: il punk diventa commerciale, grazie al pop punk di Green Day e Offspring e dei loro album "Dookie" e "Smash" che, con i loro 10 milioni di copie vendute ciascuno, portano i gruppi al livello dei cantanti pop, con i loro video in rotazione continua su MTV. A questo punto le major si interessano al genere rinato, offrendo contratti un po’ a tutti i più famosi gruppi punk, spesso riponendo in essi troppe speranze, che le porta a volta ad incappare in delle "fregature", come succede con i Samiam: il punk è pur sempre un movimento underground, non tutti possono vendere milioni di dischi.
Il successo si riflette nelle nascite di tante nuove band, anche in paesi dove il punk è quasi sconosciuto, in rinascite di vecchi gruppi (Descendents, Misfits, Sex Pistols, Agnostic Front) e porta alla fortuna anche lo ska punk, che nella metà degli anni ’90 raggiunge il suo apice, con l’attracco dei Less Than Jake e dei Reel Big Fish ad una major. Negli ultimi anni del millennio le punk band approdate su una major aumentano esponenzialmente, portando alla conoscenza del grande pubblico gruppi come Offspring, Blink 182 e Sum 41.
 

 

La diffusione della scena punk-hardcore nel mondo oggi (2002)

Legenda:

  Assente
  Praticamente assente
  In via di sviluppo
  Abbastanza sviluppata
  Ben sviluppata
  Molto evoluta

Informazioni su darthpladis

Sono un ragazzo che ama l'arte in tutte le sue forme, dal teatro al cinema, dalla musica alla natura, dalle labbra di una ragazza alla pietà di michelangelo. Amo scrivere romanzi storie poesie favole e canzoni, viaggiare, e conoscere sempre cose nuove.
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Una risposta a La storia del punk

  1. Cliò Efthimia ha detto:

    Ecco, gli interventi del genere ridanno morale al tuo blog! Comunque non sono cattiva! Solo ogni tanto!
    tua
    Genialmente Malvagia
    P.S. a parte gli scherzi, mi è veramente piaciuto.

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