Senza Freni –

Senza freni,
Su una strada che non porta da nessuna parte,
Il sangue pompa nella testa,

E tu ridi,
Con le mani strette sul carro del fato,
Lucido e pronto a tagliare la realtà,
Come il collo di un agnellino appena nato,
Per riportare i sogni nel mondo dove respiri,

Il motore ruggisce sotto i piedi,
Come Mufasa prima di morire,
E non senti più il mondo e il suo circo girare,
Mentre sfrecci al di là dei limiti,
Senza preoccuparti delle conseguenze,

Senza freni,
Le mani dietro la nuca,
Il sorriso di James Dean nello specchietto,
Con due grammi di Lemon arrotolati in bocca,

Ridi,
E il mare ti accoglie,
Senza farti domande,
Nel suo morbido e freddo abbraccio.

 

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Cuore Meccanico

Burattino rotto,
dimenticato in un angolo impolverato,
con gli ingranaggi tutti arrugginiti,
ma col cappello di seta ben sistemato,

Un tempo avevi di che camminare,
c’era chi girava quella manovella,
e tu combattevi con spada e scudo,
nei pomeriggi che solo l’infanzia ricorda,

Quando la magia era nel cuore, e non nell’oggetto,
e proprio grazie a questo tutto diventava unico,
tutto prendeva vita e forma, e tu eri il protagonista,
terrore dei mostri e dei cattivi, fra le mani della vita,

Nei particolari consumati del tuo volto rivedi il tuo cammino,
rivedi le albe,
i tramonti,
le principesse,
il sangue,
l’amore,
il terrore…
e nel vuoto in cui stanco ora ti appoggi,
sorridi,
prima dell’ultimo tic del tuo cuore meccanico,
sorridi.

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Il Canto dell’Anatroccolo

S’alza lieve in volo,
e per gioco si nasconde nell’acqua,
lo vedo sistemarsi le piume col becco giallo,
un anatroccolo,
che si faceva il bagno nei canali di Amsterdam,
tutt’intorno a noi il silenzio e la notte,

Luci che danzano,
ombre che ascoltano,
bastano pochi secondi per accenderla,
lui non se ne accorge,
é troppo vivo per sentirmi,
ed io rimango incantato,
nel canto di quest’incanto,

Nella quiete infinita di quell’attimo,
giace tutta la pace che cerchiamo,
la meraviglia della natura,
una danza che non si ferma mai,

qualcosa di cosi puro che non può essere espresso.

 

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Il Valore dell’Amore nel 3 Millennio –

Che cos’e l’amore? O meglio che cos’era l’amore prima dell’era di internet?

Una scelta, una poesia, un parco, una spiaggia, una lettera scritta a mano, un cielo condiviso con una persona speciale, insomma un’esperienza VERA, bella o brutta era un esperienza VERA sulla nostra pelle, nella nostra realtà.

Ora abbiamo milioni di facce su profili falsi, tante amicizie fittizie e pervertiti che ti aggiungono solo perché porti una maglietta un po piu scollata delle altre, likes, pollici virtuali che aumentano l’ego e “l’importanza” o la “fama” di personaggi vuoti, persone che ormai vivono solo della propria apparenza, seguite da stormi di zombie che farebberò QUALSIASI COSA pur di avere un secondo della loro attenzione.

Posso dire che tutto questo mi disgusta, mi disgusta incredibilmente,
non solo per il fattore copertina, ma perché non ha alcun senso, e non produce nulla, se non autoerotismo o disfattismo o egocentrismo puro, e la cosa piu spaventosa é che vedo sempre meno persone rendersene conto.

Per questo ora mi chiedo e vi chiedo qual’e il valore dell’amore nel terzo millennio?

Esiste ancora senza interessi? Esiste ancora senza doppi fini? Esiste ancora senza milioni di likes? O siamo talmente assuefatti da questo mondo di social da accettare in silenzio questa macabra imposizione di un mercato virtuale dell’ “amore?”

Io non accetto di essere cosi, non accetto di mettermi in fila sotto una foto insieme ad altri pollici, non accetto la fine della poesia, e non accetterò mai di essere un puntino verde che appare da sotto lo schermo trillando quando scrivo.

La verità é che la maggior parte di noi si sta facendo conformare totalmente da questa malattia virtuale, ora se una cosa non va, clicchi elimina, clicchi blocca, clicchi, con un semplice tasto e cancelli una persona dalla tua vita, e non é giusto, non é maturo, non é umano, almeno per me non lo è affatto.

Non esiste piu il coraggio, la voglia di lottare per una persona, per un amore che ti fa sentire bene, perché tanto c’e ne sono gia altri sessantamila in fila, che potrebberò magari essere anche migliori di te, avere mille soldi in piu, piu fascino, piu tutto, e cosi crescono generazioni selettive e insoddisfatte di TUTTO.

L’altro giorno passando sul mio instagram dove posto foto delle mie piante, dei miei viaggi, piccoli pensieri quotidiani o le foto di Leo il mio cagnolino, ho visto un profilo di due ragazzi che letteralmente si saltano addosso in ogni foto, con l’ovvio commentino sotto filosofico, per scusare un approccio materialistico totale alla loro relazione.

Se ami una persona non c’e bisogno di mostrare PUBBLICAMENTE a tutti i tuoi “follower” che cosa ci fai o non ci fai, a meno che non ci sia dietro un ragionamento egoistico, ovvero facciamo cosi per farci vedere, per farci seguire, per aumentare i likes, per aumentare i fan, e diventare “web-star”.

Beh se c’era una parola piu ridicola e vuota per descrivere il nulla di quest’epoca eccotela servita.

Io sono stufo di tutto questo, ma sembra impossibile trovare qualcun’altro al di fuori di questo circolo vizioso che paradossalmente è stato creato da un essere umano, che letteralmente VIVE delle nostre relazioni, dei nostri pensieri, dei nostri ricordi e delle nostre foto ovvero Mark Zuckerberg, non voglio incolpare te Mark di tutto questo bordello, anche perché piu se ne parla più soldi ti entrano in tasca, incolpo chi ti ha seguito in questo stupido viaggio virtuale perdendo il controllo di se stesso, e della propria dignità.

Mi piacerebbe tanto che esplodesserò tutti i server di Instagram, Facebook, What’s App, ma cazzo tutto l’internet, a parte le cose che servono davvero per vivere o per ricercare studi o luoghi, cose utili, non distruttive come questi portali..

Io ancora ci spero che l’amore possa rinascere dalle ceneri di tutto questo caos,
ci spero e resto convinto di non esser l’unico a pensarla in questa maniera, ma ahimè, credo che sarà sempre peggio…

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Tredici – 13 Reasons Why – Recensione

Recentemente ho avuto il piacere di ricevere da un amico in regalo un account di Netflix,
e a parte le numerose puntate di Rick & Morty, e Better Call Saul che ho divorato come una tigre feroce mi é capitato per caso di iniziare una serie molto diversa dalle mie solite scelte ovvero Tredici titolo originale 13 Reasons Why.

La storia é ambientata in una scuola come tutte le altre, e ci viene introdotta dalla voce registrata di Hannah Baker, una ragazza che per cause che poi ci verranno spiegate attraverso 13 cassette, si è tolta la vita.

Clay, un ragazzo che amava segretamente Hannah, e che lavorava insieme a lei sarà il mezzo che ci porterà dentro il mondo di questa ragazza, infatti prima di uccidersi Hannah registrerà in queste cassette tutti i motivi del suicidio, descrivendo ogni fatto significativo che l’ha portata a rimanere sola, ogni persona che ha contribuito a renderla vuota e triste.

Ogni cassetta ha un obiettivo, un colpevole, e un segreto, e la cosa inizialmente turba Clay moltissimo, perché inizierà a vedere i suoi compagni di scuola molto diversamente, scoprendo cose al di là della sua immaginazione, si metterà nei panni della protagonista, vedrà con i suoi occhi, sentirà ciò che prima non aveva sentito, e seguirà tutte le direttive della sua cara amica scomparsa.

Tutto parte da una semplice uscita serale di Hannah con il tipico ragazzo all’americana popolare e ben voluto da tutti ovvero Justin, che dopo averla baciata, per scherzo mentre scende dallo scivolo le fa una foto, e la cosa li per li passa inosservata allo spettatore, ma viene ripresa pesantemente dopo, quando Bryce ruba il telefono dell’amico e invia a tutti i suoi contatti telefonici la foto, mettendo in ridicolo, e distruggendo un pò della reputazione di Hannah, che si ritroverà giudicata da tutta la scuola e mal vista da tutti.

Da li in poi le cose diventeranno sempre piu pesanti per Hannah, che si ritroverà stalkerata da Tyler il fotografo della scuola, che segretamente fotografa tutti nelle loro vite private, compresa lei.

Tradita da amiche come Courtney che per non avere problemi simili non esiterà un istante a sparlare di lei e a lasciarla senza un amica.

Il caso secondo me piu pesante però di tutta la serie, tema molto forte e poco discusso di solito, é lo stupro visto sia a livello fisico che psicologico.

Attraverso Bryce, l’amico ricco di Justin, entriamo in contatto con questa orribile realtà del giorno d’oggi, Bryce violenta di nascosto Jessica (la ragazza di Justin, anche lei ex amica di Hannah) alla sua festa in camera sua, Justin non farà nulla per fermarlo, si redimerà solo in seguito nella trama, e il tutto viene descritto da Hannah, che prima della scena si era nascosta dietro una tendina della stessa camera, e riporterà tutto nella cassetta.

Lei stessa prima di suicidarsi subirà le stesse violenze, e ci viene fatto notare proprio il volto, per farci sentire lo stesso gelo, la stessa paura, lo stesso orrrore che Hannah e tante altre ragazzine innocenti subiscono ogni giorno senza che nessuno faccia nulla realmente per aiutarle o ascoltarle..

Inutili sono i tentativi dei genitori, o del preside della scuola, Hannah ormai é arrivata al limite, non riesce piu a sopportare una vita del genere, e si taglia le vene in un bagno d’acqua calda che la porterà via per sempre dalle braccia di Clay.

Hannah è il capro espiatorio per svegliare tanti di noi, ho trovato questa serie devastante sotto il punto di vista psicologico, ho sofferto insieme a lei, ho pianto quando ho capito il terrore che sentiva, e ho sorriso nei rari momenti di gioia della serie.. quando danzava con Clay al ballo di fine anno, o quando per la prima volta aprì il suo cuore leggendo la sua prima poesia davanti al circolo dei poeti..

Consiglio a tutti di guardare questa serie, specialmente a chi si é sentito almeno una volta solo nella vita, per capire che ognuno di noi ha un incubo dentro di se, che ognuno di noi é responsabile delle proprie azioni verso gli altri, e che si, a volte feriamo le persone senza rendercene conto..o forse perche troppo spesso seguiamo l’ego.

Vi emozionerà dalla prima all’ultima puntata, garantito.

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Una Notte al Telefono –

“Ti disturbo?”

– disse una piccola voce, una volta pigiato il bottone verde sul mio telefonino;

Eran le 2 di notte passate, avevo corso tutto il giorno, ero stanco morto, ma infondo per lei, potevo fare un eccezione:

“No tranquilla, lo sai che faccio sempre tardi a scrivere, dimmi tutto..”

Dall’altra parte della cornetta sentii un respiro di sollievo:

“Cbe cos’hai fatto oggi?” – disse, mentre mi stendevo sul letto per rilassarmi un poco –

“Le solite cose, sono andato al corso, ho mangiato, respirato, scritto qualche stronzata in rima, e ora forse mi guardo un film,tu a parte il lavoro?” – chiesi incuriosito, mentre schizzavo qualche fumetto sul mio quaderno di appunti –

“Ho mangiato in un “ristorante” in pausa, ti giuro stavo per vomitare, penso di non aver mai mangiato un risotto cosi schifoso, ti ho mandato la foto prima l’hai vista?”- disse ridendo-

“Si certo l’ho vista, ma pensavo fosse una zuppa, o una sorta di blob mutante!” – dissi scherzandoci sopra –

– rise tanto –

“Forse era davvero quello..già” – improvvisamente cambiò tono, sembrava quasi che singhiozzasse –

“Ehi é successo qualcosa? Ti senti bene?” – mi stavo preoccupando, non era il tipo da cambiare cosi velocemente tono per niente;

“Non é nulla, e solo che ho lavorato troppo..” – disse a tono basso

“Sara, lo sai che puoi parlarmi, ti ascolto se vuoi, però non far finta di star bene con me,
mi offendi cosi..” –  dissi con un tono molto serio-

Lei respirò profondamente e svuotò il sacco:

“Ho litigato di nuovo con mia sorella, nessuno la trova più, e sto impazzendo, mi sento uno schifo, vorrei uccidermi, ma penso che non avrei la forza di fare neanche quello..”

Conoscevo Sara da un pò, e come me non aveva avuto una vita facile, seguiva la sorella come una madre segue la figlia, credo che il suo rapporto con lei fosse l’unica cosa vera e buona che le rimaneva della sua “famiglia” , era il suo tesoro, e quando bisticciavano o spariva, lei ne soffriva moltissimo, anche se lo dava poco a vedere:

“Vedrai che sarà andata da quel tipo di cui mi parlavi l’ultima volta, lo sai come sono le adolescenti no? L’amore passionale, le prime uscite, gli ormoni che impazziscono, il punk, il sudore..” –  scherzai un poco, stavo cercando di spezzare quell’aria pesante e tesa con qualche cavolata per farla ridere, tutto inutile:

“Ti sembra il caso di scherzarci sopra? Mia sorella é sparita, e te mi parli del sudore e degli ormoni!!?” – stava urlando, allontanai un attimo dall’orecchio il telefonino, e iniziai a prepararmi un personal con calma, mentre dalla cassa usciva lieve una canzone degli Stereophonics “Maybe Tomorrow”;

“Senti scusami non volevo, però fidati, prova a sentire quel tipo, magari sa qualcosa no?”

Sentii nitidamente una gran sbuffata uscire dall’altoparlante:

“E va bene provo a chiamarlo, ma se non é lì vengo a strozzarti”

– Scoppiai a ridere

“Tanto non ci arrivi al mio collo senza una scala lo sai, dai ti lascio far la telefonata allora, tienimi aggiornato, e calmati,  si risolverà tutto”

rise anche lei

“Simpatico come sempre, ok ci sentiamo dopo” –

e buttò giu.

Nel frattempo avevo concluso il personal, la musica era cambiata, ora era Ziggy Marley a uscire dalla cassa con la sua stupenda voce sulle note di “Dragonfly” , accesi con uno zippo la torcia, e mi fermai a guardare ogni nuvola cambiare forma e sparire al di sopra dei miei capelli arruffati, mentre la luce della luna li oltrepassava delineandone il colore e la lunghezza.

Passarono 20 minuti buoni, ero arrivato a metà della storia, quando vibrò il cellulare:

“Odio ammetterlo ma avevi ragione” – disse Sara con un tono felice

“Visto? Gli adolescenti sono prevedibili, ora ti senti un pò meglio?” – chiesi con voce spezzata dall’ultimo tiro, sperando che non lo notasse –

“No, lei lo sa che non deve comportarsi cosi, mi ferisce, come può poi chiedere fiducia e di esser trattata da persona “adulta” se scappa ancora di nascosto..”

-Ok non l’ha notato –

“Perche noi come facevamo alla sua età?” – dissi ridendo

“Beh io non ero cosi fidati” – rispose a tono –

“Si si ricordo infatti la foto con la frangetta, eri bella pacioccona eh, ma stavi bene dai”

risi ancora –

Lei non rispondeva,  cosi continuai da solo:

“L’importante è che stia bene, parlaci con calma, e vedrai che ti capirà, avete lo stesso sangue” –

“Grazie per avermi ascoltata Leo, davvero..” – disse con un tono dolce;

“Non ti preoccupare Sara,  sai che ci sono, ora però credo sia ora di andare a dormire” – erano le 3:30 passate, e non sentivo piu l’orecchio destro –

“In effetti, si è fatta una certa” – disse lei con uno sbadiglio smorzato;

“Fai la brava e non stressarti troppo ok?”

rise

“Ok tu però fatti sentire ogni tanto”

seguii un breve silenzio,

“Lo farò,
buona notte Sara..”

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Lettere dall’Oblio

Il mio corpo mi tiene in ostaggio,
non esiste aria qui dentro,
non posso uscire ne parlare,
vivo nell’oscura follia,
nell’incubo che ho creato per me stesso,

Sopravvivo come posso,
nutrendomi di musica e libri,
osservando dagli occhi dell’altro me il mondo,
inerme,
intrappolato,
mentre vedo volti apparire e scomparire,
e sempre più veleno pungermi il cuore,

Cerco di comunicare scrivendo,
canzoni, poesie, romanzi,
ma nessuno risponde,
nessuno capisce,
nessuno mi vede,
vedono sempre l’altro,
la macchina,
senza sapere che sono io il battito cardiaco,
che sono io la voce e il pennello,
ma non essendo tangibile,
non essendo di carne,
non esisto,

Credetemi, ho cercato di uscire,
ma,
ogni volta,
son stato ricacciato piu in fondo,
sempre più in fondo
fino a dimenticarmi la luce del sole, e il sapore dell’amore,
fino ad abbandonarmi,
pensando che il mio altro me poteva bastare,
e che io fossi solo un errore,
un bug,
quella parte di me che a nessuno piace,
perché quel bel faccino basta a tutti,

Non sai quanto ti odio,
e quanto mi piacerebbe, sfregiare ogni centimetro di quella carne,
per farti sentire quello stesso dolore che sento io ogni giorno,
ma non sono una bestia,
anche se spesso mi paragonano a te,

Arriverà il giorno in cui tu prenderai il mio posto,
e potrò finalmente respirare anche io,
ridere, correre, viaggiare, amare, odiare,
essere libero,
vivere alla luce del sole,
e cancellarti come hai fatto tu con me,

TU non sei me!
IO sono te!
non dimenticartelo,
perché se ancora ti emozioni,
o senti il calore delle lacrime scendere sul viso,
lo devi soltanto a me,

Ora ritorno nell’oblio,
a leggere lettere d’oro,
per illuminare di meraviglia,
questa notte senza fine,
dentro l’ombra di me stesso.

 

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