Il mio cammino-

Di fronte alla tentazione del corpo,
Ho scelto l’anima,
E ho abbandonato la strada dell’illusione,

Dopo aver preso quella strada,
Ho perso tutto ciò che avevo,
Ed ogni persona si e dissolta,
Come sabbia al vento,
Di fronte ai miei occhi,

Sono rimasto solo forse?
No,
Perché è ben più grande il mondo dell’anima,
Senza confini e senza dolore,

Certo sono in pochi a sceglierne il passaggio,
Per paura degli ostacoli e del gelo che ne precede la gloriosa fine,
Ma chi lo sceglie,
Vivrà in eterno perché eterno è il cuore e il sentimento che si tiene stretto dentro di sé.

Mentre chi cade preda della trappola della carne,
Vedrà appassire il desiderio con il tempo,
Chi ha scelto lo spirito,
Vedrà germogliare ogni giorno di fronte ai suoi occhi il dono,
Librarsi come api, e tuffarsi come delfini fra le braccia del mare,

Solo la paura mi divideva da questo,
Ma ora che ho superato l’ultima barriera,
E ho lasciato il mio corpo alle fauci dei demoni,
Posso schiudere le ali,
E lasciar fiorire la mia anima,
Affinché possa toccare il cielo,
E superarne l’illusorio limite.

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Dolce Carezza-

Non possiedo nulla,
È l’arte che mi possiede,
E mi rende vivo e libero,
In un mondo che appassisce,

L’arte è sia la fine che l’inizio,
Il dolore e la gioia per chi la vive,
A volte pensi sia sparita,
Perché ti senti perso e solo,
Ma basta una sola scintilla,
Una canzone,
Una stella
che brilla nel cielo più scuro,

Per farla tornare più forte e viva di prima al tuo fianco.

Non possiedo nulla,
E l’arte che mi possiede,
E mi rende vivo e libero,
Felice d’essere sconosciuto,
Fra gli uomini,
Perché solo lei sa riconoscere la mia anima,
E sa farla fiorire,
Con una dolce carezza di primavera.MomokaSuicideColors

Disegno e testi : Nori Francesco

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Esisti in me-

Ora che tutto si sgretola,
Che il mondo sembra esplodere nel caos e nella follia,
Il mio pensiero si stringe a te,
Che mi accompagni nei sogni,
E sorridi nel mio subconscio,

Non ho che quel pensiero a proteggermi dalla paura,
E dalla morte che passeggia in mezzo a noi,
In questi giorni oscuri e fuori da ogni logica umana,

Non aspetto altro che tu mi colga nel sogno,
Come si coglievano i fiori di marzo una volta,
Con delicata cura e amorevole precisione,
Per poi unirli per creare coroncine da mettere nei capelli,
Profumati di polline ed erba fresca,

Adoro quando succede,
Arrivi senza avvertire,
E riempi d’incanto i miei occhi,
E per pochi secondi,
Mi dimentico di esistere,
Perché esisti in me.

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La Casa dei Sette Io – Capitolo 5 – La Lettera-

Dopo aver parlato con Ilaria, molti poliziotti, carabinieri e parenti delle vittime han voluto parlarmi.

Lo so cosa state pensando, dovrei sentirmi in colpa,dovrei denunciarmi, o togliermi la vita per quello che ho fatto.

Ma non mi sento in colpa e dopo aver tentato di suicidarmi tre volte ho capito che il destino ha scelto per me questo cammino, nessuna di quelle persone può capire cosa significhi essere me. Convivere con sette personalita, sentirle respirare,sentirle urlare,sentirle piangere, o parlare, o pormi domande ogni giorno.

E nessuno di loro conosceva veramente quelle persone, non sapevano chi era Filippo, ne Omar,ne Luca, ne Kevin..ne..Matilda..

“Di lei forse ti importava qualcosa?
Ora che farai ti metterai a piangere di nuovo e ti taglierai le braccia e la faccia? Abbiamo già vissuto queste stupide scene, ricordati che il fine giustifica i mezzi, Machiavelli non era stupido come te,quindi lavati le mani, preparati da mangiare e prepariamo il prossimo obiettivo!”

Disse superbia, con fare altezzoso,

“Certo che parli tanto bene tu, però le mani devo sempre sporcarmele io non voi altri!”

Dopo quella risposta rispose subito Ira a voce alta:

“Viviamo dentro di te da sempre, per questo nessuno ti ama, ma almeno avrai sempre degli amici con cui parlare no?”

E si misero tutti e sette a ridere,
così forte che Leonardo inizió a tremare e a barcollare come se fosse punto da milioni di vespe dentro il cervello:

“Smettetela! Basta!”

Picchiai forte i pugni sul tavolo da cucina e ribaltai tutte le posate, mia madre preoccupata venne di corsa verso di me:

“Cosa c’è Leo? Hai di nuovo visto l’incendio? Senti ancora le loro voci? Fatti una camomilla e dormi dammi retta tesoro, capisco il trauma che hai avuto, ma tu non c’entri nulla in questa tragedia..devi smetterla di torturarti così..”

Mi abbracciò forte, ma non sentivo calore,anche se avrei voluto:

“Mamma ho bisogno di andarmene via di qui, non voglio farti del male, per favore scusami, ma devo farlo.”

Mi guardó stralunata come se le avessi detto che avevo messo incinta qualcuna:

“E dove intendi andare scusa?
Lo vedi che non stai bene devi riposare e poi potrai riprendere scuola con calma”

Le risate aumentavano sempre di più,

“Non hai nessuno hai solo il sangue come amico, noi e il sangue, NOI E IL SANGUE!”

Mi guardai le mani, il viso tutto era ricoperto di sangue, ovunque, sul tavolo, nei piatti non c’erano più pezzi di pollo e insalata con patatine ma pezzi di braccia,dita umane,e gli occhi di Matilda,i suoi occhi scuri mi guardavano galleggiando nella salsa rosa.

“Mamma devo andare..scusami non posso dirti dove..ma sappi che lo sto facendo per tenerti al sicuro..”

Presa una valigia con il necessario,scappai lasciando quel luogo piangendo dal dolore, stringendomi la testa fra le mani come tormentato da visioni incomprensibili..

..dovevo andarmene più lontano possibile così avrei impedito a loro di farmi uccidere altre ragazze,ma dove?

In Salento, a Gallipoli, li vicino avevo un amico che viveva in piena campagna. Forse sarei riuscito a calmarmi in mezzo a quella natura stupenda, si forse era l’unica soluzione buona.

“Non puoi scappare Leonardo”

Disse una voce al mio orecchio.

“Non ci sono luoghi in cui noi non possiamo trovarti, ormai il nostro e un legame indissolubile, continuerai a fare quello che vogliamo noi..

E alle mie spalle apparvero sette uomini incappucciati

“..fino a che non impazzirai e ti toglierai la vita davanti ai nostri occhi”

Divenni bianco in volto, più cercavo di fuggire più loro erano veloci..
Ilaria forse, Ilaria poteva aiutarmi a sconfiggerli,forse lei avrebbe capito, no, nessuno poteva aiutarmi o capire.

Dovevo uccidermi.

Era l’unica soluzione,così preso dalla follia del momento in piena strada, mi nascosi in un angolo ben nascosto dai loro occhi, e tirai fuori un coltello, me lo puntai alla gola..

Ma proprio mentre stavo per giustiziarmi

Una mano mi fermó;

“Che cosa stai facendo idiota?”

Era Valentina la migliore amica di Matilda:

“Calmati siediti un attimo per terra e respira”

Ero mantido di sudore e non sapevo se era realtà o fantasia quello che vedevo:

“Che cosa ci fai qui tu? Lasciami stare,perché mi hai fermato!!!? Io sono solo un mostro lasciami ti ho detto!!”

Ma Valentina mi tolse di mano il coltello con un calcio:

“Per tua sfortuna ho studiato karate per tre anni quindi o mi ascolti,o ti ammazzo io,non e colpa tua,smettila di farti del male, lo so che cosa provavi per Matilda,lei me ne ha sempre parlato di nascosto sai?”

Io stavo piangendo non sapevo più cosa dire o fare e la lasciai parlare:

“Stava con Kevin perche aveva paura di lui, lui era uno stronzo,la picchiava sai? Ma lei non lo ha mai denunciato..perché se lo avesse fatto sarebbe andata ancora peggio..sognava di stare con te, ti amava tantissimo..ma non ha mai trovato il coraggio di dirtelo..per questo son venuta a casa tua..perché volevo che lo sapessi,volevo darti la sua lettera che non ti ha mai mandato..eccola.”

Ero senza parole,
Valentina tiro fuori dallo zaino fucsia una lettera con un cuore al centro colore confetto, c’era il mio nome sopra.

“Ha il suo profumo* dissi una volta aperta con calma, con le mani che tremavano..

“Caro Leonardo,
Non so se ti ricordi di me, mi chiamo Matilda,
quella tipa un po’ stramba che fa pattinaggio? Beh ecco ti scrivo questa lettera per chiederti scusa.
Mi spiace di non averti parlato quando sei venuto a vedermi danzare,
ho visto che eri sempre presente,ma non so se per timidezza o altri motivi sei sempre scappato prima che potessi dirti tutto quello che tenevo dentro.
So di aver sbagliato a mettermi con Kevin, ero sola e non pensavo fosse una persona così meschina e vuota, ma se avessi saputo che ti avrei perso dopo averlo fatto.. ecco sicuramente non sarebbe mai successo.
Adoravo vedere i tuoi occhi azzurri nei miei..e mi sei mancato ogni giorno da che sei scomparso dalla mia vita..

So che ti sembrerò una scema,o una codarda,ma tanto questa lettera non ti arriverà mai..quindi qui posso scrivertelo.. io ti amo..ti amo da che ti ho visto la prima volta.

Ma purtroppo sono fatta così..sono un casino..

Non smettere di sorridermi,
Perché sei bellissimo quando sorridi.

Ti mando un bacio dal mio cuore.

Sperando che un giorno potremo prenderci una pizza insieme,
O andare a ballare in riva al mare sotto la Luna..

Tua,

Stupida ma sincera,

Matilda.”

Finita di leggere la lettera,scoppiai in lacrime e abbracciai Valentina.

Intanto si era messo a piovere forte, così forte,che l’inferno dentro di me per un momento si fermò per farmi respirare.

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La Casa dei Sette Io – Capitolo 4 – La Notte prima dell’incendio

“Eccoci qua Leo,per stasera mio padre mi ha detto che ci lascia casa libera fino a domani mattina possiamo fare quello che vogliamo, la c’è il frigo pieno di birre e cibo,so che non bevi ma tranquillo ho risolto anche per te”

Filippo era un ragazzo di famiglia ricca, ma spacciava come se fosse nato in una famiglia del peggior ghetto di Brooklyn, non capivo perché lo facesse, se fosse per darsi un tono,o per comprarsi le scarpe più belle che avevano i negozi di firme americane, ma lo faceva,e quindi quando aveva qualcosa di buono e naturale,me lo passava senza fare troppe storie.

“Ottima questa Pineapple Haze,ha un odore di ananas che sembra quasi succo spremuto,viene dalla Spagna immagino?” Lo fissavo mentre sistemava tutte le cose per la festa privata di quella sera,

“Ovvio ormai da Amsterdam non arriva più nulla, e la qualità spagnola con le temperature che hanno la e nettamente superiore, prima di farla su aiutami a sistemare la console per la musica,hai preparato una bella playlist?”

Mi fece un occhiolino

“Lo sai che stasera passa Matilda, quella non fa altro che parlare di te e della tua musica.. Fossi al posto tuo me ne approfitterei tal deg a me!”

Ogni tanto parlava in dialetto romagnolo, e mi faceva ridere

“Si lo so ma e fidanzata, e io certe cose non le faccio,odio farmi usare.. poi se sta con lui ci sarà un motivo no? Dai qui ho finito,metto su un po’ di Snoop Dogg, e la rollo che mi hai già rotto con sto discorso del cazzo”

Dissi ridendo,
mi preparai tutto sul tavolino,una cartina di canapa, un filtro di cartone, un accendino, e dopo averla tritata per bene, l’ho rollata fra le dita come un maestro di Kung fu.

Dopo averla accesa la musica diventava più chiara e nitida nel mio cervello, e mi sentivo più tranquillo. Passarono le ore, e quei pochi invitati alla festa arrivarono ,tutti vennero a salutarmi,e a farmi i complimenti per la selection. Tutti tranne Matilda.

Se ne stava sul divano col suo ragazzo Kevin, un omaccione grosso e cafone, non parlava d’altro se non di calcio, aveva i capelli biondi e uno di quei giubbini da college americani.

Era un razzista e si divertiva a fare battute di pessimo gusto ogni tanto,era amico di Filippo ma io non lo sopportavo e non capivo come potesse una tipa come Matilda stare con una persona così orribile.. forse per la sua sicurezza,o perché era di famiglia benestante come quella di Filippo.

Matilda invece era una ragazza solare,aveva i capelli lisci scuri, e spesso li teneva in un elastico su, aveva un viso dai lineamenti quasi orientali con occhi scuri e guance rosee, la pelle chiara quasi colore del latte,faceva pattinaggio artistico, e ogni tanto la andavo a vedere danzare di nascosto,perché adoravo la musica classica, e vederla volare sul ghiaccio mi faceva star bene.

Non sono mai riuscito a dirle quanto mi piaceva, e così e arrivato Kevin.

“Stasera per il mio compleanno voglio che tutti bevano,nessuno escluso, Kevin su vieni a bere, Matilda avanti anche tu, dobbiamo festeggiare, Omar, Luca su non fatevi pregare, infondo offro io!”

Io rimanevo li alla console a mettere musica, bello tranquillo, una canna o due alla sera mi bastavano non ho mai amato l’alcool. Non so cosa ci trovino le persone di divertente a distruggersi il fegato.. ma fatto sta che Kevin si addormento sbronzo duro sul divano e a fine serata rimasi solo con Matilda.

Mentre tutti gli altri erano di sopra a dormire o a chiacchierare o a “giocare sotto le coperte”.

Lei era visibilmente brilla, mi fissava un po’,mentre sistemavo tutte le cose nella valigia, mixer,console,cavi..

Aveva un vestito abbastanza attillato,nero e dato che portava una terza abbondante si faceva notare.. era incredibilmente bella, ma era diversissima dalla sua versione quando pattinava..come se fosse un altra persona.

“Perché mi eviti?” Disse biascicando, avvicinandosi a me,

“Io?” Dissi in preda all imbarazzo

“Si tu, perché non mi saluti e non mi parli più?” Continuava ad avvicinarsi lentamente

“Ma sì che ti ho salutato prima solo che te lo sei dimenticato, hai bevuto troppo e capita”

Matilda si mise a ridere,

“Quanto sei stupido,sai mi spiace che non vieni più a vedermi pattinare, ricordo che venivi sempre prima che arrivasse Kevin..”

Io nel frattempo avevo concluso di sistemare tutto nella valigia:

“Semplicemente ora faccio altre cose la domenica,mi alleno,disegno, vado al mare..e poi c’è Kevin e lui che deve rifare per te ora mica io..”

Mi avvicinai alla porta per uscire

“Ora scusa ma devo andare a casa, domani ho da fare un paio di cose importanti..”

Non feci in tempo ad aprire la porta che Matilda si mise davanti e mi prese la mano destra:

“No tu rimani qui con me, quell’ idiota di Kevin mi ha lasciato sola, e poi lo so che ti piaccio, me lo ha detto Filippo qualche mese fa sai? Perché non me lo hai detto prima?”

A quel punto ero rosso come un pomodoro:

“Perché non lo so,sono un tipo strano,non riesco a dire quello che sento alle persone..e poi non pensavo ti importasse.. io non sono niente di che..”

Matilda mi prese il viso e mi bacio,

“Io ti voglio dalla prima volta che ti ho visto..”

Allora Lussuria mi sussurrò nell’ orecchio:

“Direi che e ora di approfondire la questione”

Incalzò Invidia:

“Si come no ma lei e fidanzata con quella bestia tanto”

Continuo Ira:

“Ci userà come tappabuchi e appena avrà quello che vuole ci lascerà soli come tutti gli altri..uccidila,fai l’amore con lei e poi brucia tutto”

Va bene.

“Hai detto qualcosa?”

Disse Matilda a bassa voce,

“No tranquilla, stavo solo pensando a voce alta, se vuoi posso rimanere con te ma devi promettermi che dopo stasera mollerai il tuo ragazzo”

Matilda si era già tolta il vestito di dosso,
Era sconvolgente

“Vediamo cosa sa fare questo ragazzo timido”

—++++

Dopo tre ore di follia pura, Matilda si addormentò come tutti gli altri,
era così bella quando dormiva, ma non potevo permettere a lui di toccarla di nuovo dopo quella notte.

Passai dal benzinaio più vicino casa di Filo, presi trenta litri di benzina con la macchina di Kevin.

E gliela spalmai addosso, riempi ogni centimetro della casa con quella meravigliosa lozione.

“Mi dispiace Matilda, ma non posso amare una traditrice..e se ti lasciassi vivere..ti vedrei ogni giorno con lui,perché io sono questo,io sono un mostro e nessuno può amare un mostro.”

La baciai sulle labbra per l’ultima volta.

Rubai tutta l’erba di Filo,prese fuori le mie ultime cose..

Accesi un fiammifero mi accesi una bomba e lo lanciai dentro la porta di casa..

Dopo quattro secondi, tutto andava in fiamme,

Ed io fumavo tranquillo sul bordo del lago.

Mentre da lontano sentivo cantare i gabbiani.

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Lo Specchio sta ridendo-

Il mio corpo è un contenitore vuoto,
Devo tagliarmi con il coltello per sentire qualcosa,
Sennò non sento più nulla,

La camera diventa più piccola,
Mano a mano che la notte scende,
Posso sentire milioni di voci attraversarmi la mente,

Il mio migliore amico mi guarda dallo specchio,
E sorride,
Si e già tagliato la gola,
E dal vetro posso vedere il sangue inondare il pavimento.

Non so se quello che sto vedendo e vero o falso,
Ma mi piace, è bello,
Non so perchè,
Ma sto ridendo,
Col pugno stretto in alto,

Versamene un altro di bianco!
Mi chiede lui dallo specchio,
Ma non gli rispondo,
Gli occhi bianchi il capo sul petto,
Silenzio,
Come un bimbo che sta dormendo.

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Lucciola-

Ti ho vista volare in un giardino,
nascosto agli occhi del destino,
Ti sei posata sul mio viso,
E son tornato bambino,

E ridevo,correvo nell’erba fresca fra le viole,
E salivo sugli alberi per cogliere il sole,
Con l’anima sporca di ogni colore,
T’ho accolto con me,
E t’ho chiamata Amore.

E così abbiamo visto le stagioni passare,
Le montagne,il deserto,le foreste ed il mare,
E più disegnavo più sembrava reale,
Le tue ali cadevano,
E ti potevo baciare.

Ho visto con te il tempo mutare,
Giocando a nasconderci per poterci trovare,
Creavo le fiabe per farti sognare,
In quel bel giardino,
Dove ti ho visto volare.

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